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domenica 31 maggio 2009

PAPA WOJTYLA AVVELENATO?



PAPA WOJTYLA AVVELENATO?

Mentre un gruppetto di “buoni samaritani” cattolici si è preso il piacere di denunciare Beppino Englaro e alcuni suoi sostenitori per omicidio della povera Eluana, riemergono dall’altra sponda del Tevere, sospetti su come venne “lasciato andare” il buon papamobile giovanni paolo 2.Mi limito a riportare quanto scritto dalla pravda edizione italiana am momento dei fatti.http://italia.pravda.ru/world/08-02-2007/4700-0 Secondo quanto reso noto dall’associazione internazionale che si occupa dello studio dei segreti della Sacra Sindone, emergono seri dubbi sulle cause della morte di Papa Wojtyla.Nonostante il fatto che, come vuole la tradizione, i corpi dei pontefici scomparsi vengano sottoposti ad una leggera imbalsamazione, senza che ne vengano estratti gli organi interni, il corpo di Papa Wojtyla non sarebbe stato preparato a dovere tant’e’ che sia il responsabile delle cerimonie liturgiche, l’arciepiscopo Piero Marini che il portavoce ufficiale del Vaticano Joachin Navarro avrebbero categoricamente rifiutato la possibilita’ che il corpo del penultimo Pontefice venisse imbalsamato.Come diffuso poi dal professore K. Brahms, gli specialisti addetti all’imbalsamazione vennero licenziati in tronco subito dopo aver effettuato i preparativi atti a preparare il corpo di Papa Wojtyla alla rituale procedura.Attualmente i due fratelli, i quali hanno praticamente passato tutta la loro vita all’interno del Vaticano, sono costretti non solo a cercare rifugio in qualche altro paese europeo ma addirittura a celare la loro identita’.Sotto il falso cognome di Formizetti, i due fratelli hanno gia’ provveduto a dichiarare pubblicamente che Papa Giovanni Paolo II non sarebbe morto per cause naturali, ragione per cui gli organizzatori della cerimonia rituale avrebbero provveduto ad impedire l’imbalsamazione del corpo del primo Papa polacco nella storia.Come hanno confermato i fratelli “Formizetti”, sono in molti al Vaticano a non volere che venga dato ampio risalto a questa vicenda e solamente le conoscenze personali del professor Braun hanno permesso di entrare in contatto con i due perseguitati al fine di venire a conoscenza della loro versione dei fatti.“Ci rendiamo perfettamente conto che la nostra vita e’ a serio repentaglio, ma non possiamo tacere, - ha dichiarato uno dei due fratelli. - Mentre stavamo apportando i preparativi per l’imblasamazione del corpo del Papa, abbiamo visto con i nostri occhi il segno di una iniezione all’altezza dell’inguine. Siamo ugualmente riusciti a prelevare un campione del sangue del Papa per poi effettuare in gran segreto un’analisi tossicologa, dalla quale e’ emerso che nel sangue del Papa erano presenti tracce di glucosio di strofanto, un tipo di veleno in grado di causare l’arresto cardiaco a causa del quale e’ morto Papa Wojtyla”.

Fonte:http://expianetadidio.blogspot.com/2009/05/papa-wojtyla-avvelenato.html

Anomalie luminose in una vecchia foto

Anomalie luminose in una vecchia foto di Terracina. Ufo?




giovedì 28 maggio 2009

"Il mistero di Sirio" di Robert Temple



"Il mistero di Sirio" di Robert Temple

Ho finito da poco di leggere questo libro di Temple, il famoso "Il Mistero di Sirio".
L'incipit del libro è il seguente:
"Com'è possibile che le antiche e segrete tradizioni di una tribù africana contengano informazioni astrofisiche molto precise su stelle invisibili entro il sistema astrale di Sirio, informazioni ottenute solo di recente da scienziati moderni, mezzo secolo dopo la loro registrazione da parte degli antropologi che studiavano la tribù?"
Così comincia questo interessante libro, in cui si parla della tribù dei Dogon.

L'autore sostiene che l'esistenza della civiltà sulla Terra è il risultato del contatto con gli abitanti di un pianeta della stella di Sirio avvenuto prima del 3000 ac. Nella cultura tribale dei Dogon le tradizioni sacre più segrete sono basate su questa teoria. Nella loro cosmologia ci sono conoscenze accuratissime e dettagliate riguardanti il sistema della stella di Sirio, con particolari tanto specifici che solo pochi anni fa l'astronomia scientifica , con i potenti strumenti diosservazione e di calcolo, ha potuto scoprire e confermare.
Robert Temple rintraccia le origini di queste tradizioni Dogon mettendole in rapporto alle antiche civiltà mediterranee degli Egizi e dei Sumeri: tutte e tre queste civiltà amtiche furono infatti caratterizzate da conoscenze fisiche ed astronomiche molto avanzate portate, secondo l'autore, da visitatori particolarmente evoluti provenienti da Sirio.
La teoria è decisamente affascinante e Temple non si spreca certo nelle sue indagini andando ad esplorare i misteri delle piramidi egizie e dei manufatti sumeri anche se effettivamente alcuni buchi nella trama che tesse è possibile trovarlo.

Qui di seguito una bella recensione alla sua teoria presa dal sito: http://www.cicap.org/

E' vero che esseri anfibi provenienti dalla stella Sirio visitarono la Terra più di 5.000 anni fa e lasciarono avanzate conoscenze astronomiche che oggi fanno parte del bagaglio culturale di una remota tribù dell'Africa, quella dei Dogon?
E' questo ciò che afferma Robert Tempie in un celebre libro The Sirius Mvstery, uscito nel 1976. Un astronomo che conosca il sistema di Sirio risponderebbe di no al quesito; le teorie astronomiche escludono infatti che Sirio sia una stella adatta ad ospitare la vita, oppure pianeti abitabili. Ma la maggior parte dei lettori di Robert Tempie probabilmente non dispone di cognizioni astronomiche sufficienti per poter giudicare obiettivamente. E non può neppure trovare informazioni sull'argomento nel libro di Tempie, ricco invece di strane divagazioni sull'egittologia. Tuttavia una risposta al problema Sirio è possibile e anche necessaria. Si sostiene infatti che i Dogon siano al corrente dell'esistenza di Sirio B da secoli e che, sempre da secoli, sappiano che questa stella ha un periodo orbitale di 50 anni e che è una nana bianca di elevata densità. I Dogon sarebbero dunque stati in possesso di conoscenze che nessun astronomo a quell'epoca avrebbe potuto avere.
Ma allora la verità sui Dogon e Sirio? Le informazioni astronomiche e antropologiche omesse da Tempie possono aiutarci a risolvere questo caso sconcertante? Prima di tutto riassumiamo la versione di Tempie. Ai centro del mistero c'è la tribù dei Dogon, che vive a Bandiagara, circa 300 km a Sud di Timbuktu, nei Mali, Africa Occidentale.
Le prime notizie sui loro costumi e sulle loro credenze si devono a due antropologi francesi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, che vissero con i Dogon tra il 1931 e il 1952. Tra il 1946 e il 1950 il capo tribù dei Dogon svelò ai due antropologi i segreti delle sue conoscenze astronomiche.
Molte di queste cognizioni segrete sono complesse ed oscure, come del resto si addice ad antiche leggende, ma alcuni fatti specifici sono evidenti, in particolare ciò che riguarda la stella Sirio, a cui la religione e la cultura de i Dogon attribuiscono una grande importanza. Secondo le informazioni raccolte dagli studiosi francesi, i Dogon si riferivano a una stella compagna di Sirio, piccola e superdensa, costituita da una materia più pesante di qualsiasi cosa conosciuta sulla Terra, che si muove intorno a Sirio su un'orbita ellittica di 50 anni. La stella compagna di Sirio, che corrisponde perfettamente a questa descrizione, non fu osservata che nel 1862. quando l'ottico americano Alvan Graham Clark la individuò mentre provava un nuovo telescopio; l'elevata densità delle nane bianche, poi fu scoperta solo negli anni venti. Le tradizioni dei Dogon invece sono vecchie di secoli; come si può dunque spiegare la notevole coincidenza tra le antiche leggende di questa tribù e le moderne cognizioni scientifiche?
La risposta di Tempie è che i Dogon ricevettero queste informazioni da alcuni visitatori extraterrestri. Una leggenda dei Dogon parla di un "arca" discesa sulla Terra nel mezzo di una grande tempesta di vento. Robert Tempie interpreta il fatto come l'atterraggio di un velivolo spaziale con un propulsore a razzo e con a bordo esseri provenienti da Sirio. Secondo la leggenda dei Dogon, l'arca portò sulla terra un essere anfibio, o un gruppo di tali esseri, chiamati Nommo: "Nommo è il nome collettivo del grande eroe e padre della civiltà che venne da Sirio per fondare la società civile sulla terra ", spiega Temple nel suo libro. I Nommo erano anfibi, egli presume, poiché l'acqua avrebbe permesso loro di mantenere temperature abbastanza basse e avrebbe assorbito la radiazioni di breve lunghezza d'onda provenienti dalla calda stella d'origine, Sirio.
Buona parte del libro di Temple è dedicato al tentativo di dimostrare che i Dogon provengono dallo stesso ceppo dei popoli mediterranei, e questo spiegherebbe il ruolo importante di Sirio nell'ambito delle loro convinzioni religiose. Infatti anche gli Egizi erano particolarmente interessati a Sirio, al punto da basare il proprio calendario sul suo moto annuale. Ma esiste una spiegazione al fatto che i Dogon credessero che Sirio fosse abitata?
Prima di tutto vediamo cosa sanno gli astronomi su Sirio per capire se, almeno in teoria, sia plausibile l'ipotesi che una forma di vita evoluta possa essersi sviluppata nelle sue vicinanze.
Sirio A, la stella più brillante del cielo notturno che possiamo vedere dalla Terra, ha una massa 2,35 volte superiore a quella del nostro Sole. La sua compagna, la nana bianca Sirio B, ha una massa pari a 0,99 volte quella solare. La teoria dell'evoluzione stellare ci dice che più la stella è massiccia, più in fretta brucia; quindi, in origine, Sirio B doveva essere la più grande delle due, prima di consumarsi e diventare una nana bianca. Probabilmente, durante il processo d'invecchiamento, Sirio B deve aver riversato su Sirio A parte della propria massa e quindi le masse originarie delle due stelle dovevano essere più o meno l'inverso di ciò che osserviamo oggi. Una stella di massa pari a due volte quella del Sole, come probabilmente era Sirio B, vive circa i miliardo di anni prima di espandersi fino a diventare una gigante rossa: un periodo abbastanza lungo perché si sviluppi una forma di vita evoluta. Comunque, se vita ci fosse stata, sarebbe scomparsa durante lo stato di gigante rossa di Sirio B, perché tutti i pianeti circostanti sarebberto lentamente arrostiti a causa dell'enorme quantità di energia prodotta dalla stella. Questi pianeti sarebbero poi stati battuti per almeno 100.000 anni da un intenso vento stellare, mentre i gas caldi provenienti dagli strati periferici di Sirio A si riversavano su Sirio B. Durante tale trasferimento di masse le due stelle si sarebbero allontanate, destabilizzando così le orbite dei pianeti circostanti. Secondo le osservazioni su Sirio B analizzate da H. L. Shipman dell'Università del Delaware, Sirio B è stata per 30 milioni di anni una nana bianca in fase di raffreddamento e oggi emette deboli raggi X, quindi la vita su di essa non dovrebbe essere molto piacevole.
In ogni caso, Robert S. Harnngton dell'Osservatorio Navale degli Stati Uniti ha recentemente dimostrato che le orbite dei possibili pianeti situati nella Zona "abitabile" intorno a Sirio (cioè, come è stata definita, la regione in cui l'acqua sarebbe liquida), sono instabili. Sembra dunque improbabile che oggi vi siano anfibi sui pianeti del sistema di Sirio, se mai ve ne sono stati.
Temple fa una previsione che permette di mettere alla prova la sua teoria. Nel suo libro infatti dice: "Che dire se un giorno con i nostri radiotelescopi rilevassimo tracce di comunicazione radio a carattere locale da Sirio?". Per contribuire all'indagine sul mistero di Siio, chiesi di "ascoltare" Sirio a due astronomi, Paul Feldman del radiosservatorio di Algonquin, in Canada, e robert S.Dixon del radiosservatorio dell'Ohio State University, che stavano svolgendo ricerche sui segnali extraterrestri. Di propria iniziativa, essi non avrebbero degnato Sirio di molta attenzione poiché è estrememente improbabile che vi sia vita su di esso. Così, nell'aprile del 1977 i due radioastronomi si misero in ascolto su lunghezze d'onda diverse senza però trovare traccia di segnali.
Il disco della via lattea nel cielo notturno. Sirio si trova nella costellazone del cane maggiore e dista dalla terra8,7 anni luce; per raggiungerla bisognerebbe percorrere una distanza di circa 82 trilioni (10 Sulla base di queste affermazioni proviamo ad analizzare con un pizzico di scetticismo la leggenda dei Dogon. Troviamo subito una sorpresa: secondo i Dogon, Sirio ha due compagne, non una: queste stelle compagne hanno rispettivamente attributi maschili e femminili. Sembra dunque che non si debbano intendere come vere e proprie stelle, ma piuttosto come simboli di fertilità; del resto ciò risulta evidente da un disegno fatto dai Dogon sulla sabbia che schematizza il sistema di Sirio. Questo disegno è stato riprodotto da Griaule e Dieterlen e da noi riportato in figura. La descrizione, così come risulta dalle informazioni raccolte da Gnaule e Dieterlen, è chiaramente simbolica.
Temple invece la interpreta alla lettera.
Alle pagine 23 e 25 del suo libro dà la propria versione, riveduta e corretta, del disegno, mantenendo il simbolo relativo a Sirio, una delle posizioni di Sirio, e l'ovale che racchiude il tutto; omette il resto. Interpreta poi l'ovale come l'uovo del mondo, cioè l'orbita ellittica di Sirio B intorno a Sirio A, anche se il simbolo relativo a Sirio B nel disegno è all'interno dell'ovale, e non su di esso. Questo è il dato di base con cui Temple afferma che i Dogon "sapevano che Sirio B descrive un'orbita ellittica intorno a Sirio A".
Si suppone anche che i Dogon sapessero che Sirio B impiega 50 anni per compiere un'orbita completa. Ma cosa dicono esattamente in proposito? ecco la versione ai Griaule e Dieterlen: "il periodo di tempo dell'orbita è calcolato doppio, cioè 100 anni, perchè i Sigui si celebrano in coppia di 'gemelli', per insistere sul principio base della gemellanza". La cerimonia del Sigui, a cui si allude, simboleggia il ritrovamento del mondo e si celebra ogni 60 anni (non 50). La gemellanza è un principio importante per i Dogon e spiega il motivo per cui ritengono che Sirio abbia due sorelle compagne.
Esiste una testimonianza astronomica del fatto che Sirio abbia più di una compagna? Negli anni venti e trenta alcuni astronomi pensarono di aver visto brillare un terzo membro del sistema di Sirio, ma nuove e più accurate osservazioni svolte nel 1973 da Irving W. Lindenblad, dell'osservatorio navale di Washington, hanno dimostrato che non c'è alcuna stella compagna nelle vicinanze di Sirio A o di Sirio B.

Il disegno tracciato sulla sabbia dai Dagon, che, secondo Marcel Griaule e Germanie Dieterlen, rappresenta il sistema di Sirio. A, Sirio; B, po tolo, l'oggetto che simboleggia Sirio B. L'interosistema è racchiuso da un ovale che rappresenta l'uovo del mondo.
La leggenda dei Dogon su Sirio e le sue stelle compagne è piena di ambiguità, contraddizioni ed errori evidenti, almeno se la interpretiamo alla lettera. Ma che dire dell'affermazione dei Dogon che Sirio B è la stella più piccola e più pesante, costituita di un metallo pesante detto sagala? Sirio B era certamente la stella più piccola e più pesante conosciuta negli anni venti, qundo si iniziava a conoscere la natura superdensa delle nane bianche; la materia di cui sono costituite le nane bianche è però più complessa e più densa del metallo. Ora si conoscono centinaia di nane bianche, per non parlare delle stelle di neutroni, che sono ancor più piccole e più dense. Un eventuale visitatore proveniente dallo spazio avrebbe certamente saputo tutto ciò, e anche cosa sono i buchi neri.
Se le leggende dei Dogon dicessero chiaramente che questa tribù aveva ricevuto visite dallo spazio, allora si potrebbe perdonare Tempie per averci creduto. Ma è così? In nessun punto del suo libro di 290 pagine, Tempie riferisce un'affermazione fatta dai Dogon a sostegno della propria teoria degli astronauti venuti da Sino. Il massimo che può fare è citare i Dogon (pag.217) per aver detto: "Po tolo (Sirio B) e Sirio erano una volta dove ora è il Sole". Il commento di Tempie a quest'ambigua affermazione è il seguente: "Questo sembra un modo valido quanto altri di descrivere la venuta di alcune creature nel nostro sistema solare da quello di Sirio, che avevano quindi lasciato stelle per la nostra, il Sole". Ciò non basta a nascondere il fatto che l'intero mistero di Sirio si basa su una deduzione di Tempie del tutto ingiustificata.
Questi aspetti della conoscenza dei Dogon che sono effettivamente i più antichi e profondi, in particolare la storia dei Nommo e il principio della gemellanza, sono quelli che meno hanno a che fare con la realtà dei fatti riguardo a Sirio. Ciò che invece ha una relazione, alquanto superficiale, con i fatti astronomici, suona invece come un ornamento aggiunto in epoca recente. Inoltre, data la preoccupazione dei Dogon riguardo a Sirio, ci sarebbe da sorprendersi se non avessero innestato sulle proprie leggende le informazioni astronomiche attinte dagli Europei, scegliendo ciò che si adattava e ignorando il resto.
Il famoso astronomo americano Cari Sagan ha mostrato quanto facilmente le nuove informazioni apportate dagli occidentali possano venir assorbite dalle culture primitive. Egli riporta il fatto, realmente accaduto, di un medico della Nuova Guinea, Carleton Gajdusek, che era stato informato da un collega del fatto che alcuni nativi della zona credevano che una certa malattia si trasmettesse per mezzo di uno spirito invisibile che entrava nella pelle del malato. L'indigeno che aveva spiegato questa convinzione aveva tracciato un cerchio sulla sabbia con un bastone e aveva spiegato che fuori dal cerchio vi era il buio, e dentro la luce. All'interno del cerchio aveva disegnato una linea mossa per raffigurare gli invisibili spiriti maligni. Com'era arrivato a un'intuizione tanto precisa dell'origine microbiotica delle malattie? Anni prima lo stesso Gajdusek aveva mostrato al microscopio, ad alcuni indigeni, il germe di una malattia, e il disegno tracciato sulla sabbia non era altro che il ricordo di quella visione impressionante.
E' troppo facile, per noi occidentali, pensare che le tribù africane siano isolate, selvagge e ignoranti. Ma i Dogon non sono affatto isolati: vivono nei pressi di un percorso stradale usato per i commerci, e sono anche vicini alle sponde del fiume Niger, un'importante via di comunicazione. Dunque, molti viaggiatori potrebbero averli raggiunti, oppure i Dogon stessi avrebbero potuto spostarsi fino alla costa, dove avrebbero potuto incontrare marinai che possedevano conoscenze astronomiche più precise. I Dogon sono stati in contatto con gli Europei almeno fin dalla fine del XIX secolo.
E neppure sono selvaggi e ignoranti. Peter e Ronald Pesch, dell'osservatorio Wamer Swasey delI'Ohio, hanno fatto notare che fin dal 1907 esistono scuole francesi nella zona abitata dai Dogon. I membri di questa tribù che avessero voluto ricevere un'istruzione avrebbero potuto farlo nelle scuole vicine. Poi ci sono stati i missionari, che senz'altro si saranno interessati alle leggende dei Dogon: i missionari dei Padri Bianchi sono in contatto con i Dogon dagli anni venti. Si è tentati di pensare che certi dettagli specifici su Sirio B siano stati inseriti nelle leggende proprio in quel periodo. Negli anni venti, infatti, gli astronomi stavano scoprendo la natura di Sirio B; stavano cioè scoprendo che si tratta di una piccola stella superdensa, e le nane bianche godevano allora della stessa fama di cui oggi godono i buchi neri. Fra l'altro non si fa menzione, nei diari delle attività dei missionari, di discussioni sul tema di Sirio tra i Dogon; se pubblicassero resoconti di tal genere, forse sarebbe possibile far luce sull'origine e sul periodo a cui risalgono i miti dei Dogon.
Il problema è che molti sono i canali attraverso i quali cognizioni occidentali possono essere pervenute ai Dogon, ancora prima degili studi condotti da Griaule e Dieterlen. Forse non riusciremo mai a ricostruire il modo in cui i Dogon hanno acquistato quelle conoscenze, ma un cosa sembra proprio chiara: non sono certo stati anfibi di Sirio B a fomirgliele.


In definitiva mi sento di consigliare a tutti questa lettura, il libro è interessante ed è ben tradotto in un'elegante edizione italiana. Alle sue teorie si può credere o meno, in ogni caso non credo sia una perdita di tempo leggerle, specie quelle sulle piramidi egiziani e sui ritrovamenti sumeri che ho trovato molto interessanti.


mercoledì 27 maggio 2009

TIME WAVE ZERO



Time Wave Zero - T. McKenna

TIME WAVE ZERO
di Terence McKennaTerence McKenna ha introdotto il paradigma “Time Wave Zero” nel 1975. Si tratta di
una mappa di tutta la storia umana, dalle singole persone alle intere società, nel corso dei millenni, in un andamento
frattalico ricorrente che si muove su e giù tra libertà e restrizioni, felicità e sofferenza, forze positive-negative di coscienza.
Come la storia umana si è evoluta dai tempi antichi a quelli moderni, fino agli attuali post-moderni, il percorso frattale
sembra aver ridotto sempre più velocemente i propri intervalli temporali. Ebbene, secondo l'"Onda Temporale Zero"
elaborata da McKenna (ricercatore etnobotanico, sperimentatore di droghe allucinogene, scrittore, scomparso nel 2000,
ndr), il percorso frattale dell'evoluzione umana giungerà al termine nel dicembre del 2012, quando si esaurirà la coscienza
polare. Quando sperimenteremo il Tutto come Uno e non più come una serie di conflitti e opposizioni.(...) Ritengo che
siamo alle prese con un fenomeno che non può essere arrestato né accelerato, e che quello che noi chiamiamo il caos
del XX secolo è di fatto l'andamento vorticoso di questo processo temporale, la cui intensità è tale da apparire evidente
nel giro di una sola vita umana. Siamo come farfalle che nascono e muoiono in un paio di giorni. Negli ultimi dodici mesi
sono occorse più trasformazioni che nei precedenti vent'anni, e in quei vent'anni sono accadute più cose che nei
precedenti cento anni, così come questi hanno conosciuto più cambiamenti rispetto ai mille anni prima, e via di seguito
(...) Ora, il risultato cui sono pervenuto dopo 25 anni di messa a punto della situazione non è solo l'idea dell'autoresponsabilità
individuale e della necessità di sottrarsi alle istituzioni dominanti.Tutto ciò è piuttosto scontato. C'è
qualcos'altro di cui vale la pena parlare, ed è il fatto che il mondo umano sta risentendo dell'influenza di una forza
attrattiva, una forza ignorata dai laici perché le uniche parole per descriverla provengono dal dizionario di religioni
fallimentari e sgradevoli (...) Sono veramente convinto che la storia si approssimi alla sua fine. È una sorta di fede
trascendentale il fatto che stia accelerando; il tasso di ingresso della novità nello spazio tridimensionale cresce in maniera
asintotica e il paziente lavoro di tessitura di energie un tempo disperse prepara il terreno per la comparsa di nuove forme
organizzative e di nuovi modi di essere. Credo che ci stiamo avvicinando a una rottura simmetrica simile a quella
avvenuta quando le prime forme viventi uscirono dal mare e strisciarono sulla terra. A mano a mano che ci avviciniamo a
questo punto di rottura sempre più la storia diventa allucinatoria, surreale, simile al sogno. Ci stiamo muovendo
letteralmente verso il regno dell'immaginazione dove risiede il futuro dell'umanità (...) Noi siamo creature la cui
embriogenesi è stata interrotta: a metà strada dalla dimensione angelica, la parte peggiore di noi ha preso il sopravvento,
con il monoteismo, il razzismo, il sessismo, il materialismo.Abbiamo tradito l'intelligenza primitiva, che per centinaia di
migliaia di anni ci ha fatto dono del coraggio, dell'altruismo, del senso del sacrificio. Ciò di cui abbiamo bisogno è
un'esperienza che trasformi radicalmente la nostra comprensione del mondo, dobbiamo recuperare l'autentica
esperienza del trascendentale, cioè la fusione con la Natura, per entrare in contatto con la mente planetaria, la mente di
Gaia (...) Alfred Whitehead, filosofo e matematico inglese ha parlato di concrescenza, che in biologia significa unione o
fusione di parti originariamente separate, che avviene durante l'accrescimento, e affermava che il mondo si approssima
ad essa. Io lo chiamo “l'oggetto trascendentale alla fine del tempo” (...) Grazie a internet, il sistema
nervoso umano si sta globalizzando, sta costruendo un modello di pensiero consapevole su scala planetaria.Chiunque,
collegandosi in rete può osservare direttamente questa sorta di ampio progetto auto-dispiegantesi, e credo che quella che
ho chiamato “onda temporale zero” rappresenta graficamente l'evoluzione del flusso e riflusso storico. Ho
anche elaborato dei programmi su computer che riproducono quelle che io chiamo “onde di novità”,
praticamente si tratta di una rappresentazione grafica su scala temporale del flusso e riflusso delle novità. Inserendo in
queste onde i dati storici, paleontologici e geologici sono pervenuto alla fine ad un risultato davvero sorprendente: questa
novità definitiva che ho chiamato oggetto trascendentale alla fine del tempo coincide con la fine dell'anno 2012. Quando
ho calcolato questa data non ero ancora a conoscenza della profezia maya. Per arrivarci sono partito dall'I-Ching, il noto
oracolo cinese basato sulle combinazioni di esagrammi formati da elementi binari, associati ad un ampio commentario
letterario.Sono giunto alla scoperta che gli esagrammi corrispondono ad un calendario di 384 giorni, pari a 13 cicli lunari.
Ho scoperto poi che questo calendario è un sottoinsieme di uno schema frattale di misurazione del tempo più accurato e
sofisticato. In pratica, l'antica sapienza cinese ha nascosto la sua minuziosa analisi del tempo in uno schema divinatorio
che altro non è se non una vera e propria scienza combinatoria. C'è un solo punto nell'intero ciclo dove il livello di
abitudine scende fino allo zero e dove di conseguenza la novità raggiunge l'infinito. Coincide con il solstizio del 2012. Ne
ho dedotto che l'universo sta dispiegando un processo di auto-metamorfosi che porterà gli esseri umani ad un processo di
auto-rivelazione in cui la religione cristiana troverà il suo compimento (...) Più ci avviciniamo all'oggetto trascendentale alla
fine del tempo più eclatante sarà il crollo della realtà ordinaria e maggiore la distorsione degli scenari attuali (...).

fonte: www.ecplanet.com

martedì 26 maggio 2009

Archeologia: "Mappa stellare" rivela segreto piramide di Cheope


Roma, 24 mag. (Apcom) - "Il segreto della piramide di Cheope è incastonato tra le stelle": lo afferma il ricercatore Vasile Droj di Roma, secondo cui nella tomba di Senmut, architetto egizio della diciottesima dinastia (1480-1458 a.C.), si trova una "mappa stellare" che riporta le considerazioni geometriche che sono alla base della genesi delle piramidi. La ricerca è pubblicata sulla rivista "Fenix".
In questa raffigurazione, le tre famose stelle della cintura di Orione, che rappresentano le tre piramidi della piana di Gizah, sono incise in un rettangolo che a sua volta nasconde un quadrato ben delimitabile. Al suo interno le tre stelle generano relazioni matematico-geometriche che rivelano i principi universali posti all'origine concettuale, nonché pratica, della piramide di Cheope.
Secondo Droj la piramide di Cheope è una vera e propria "equazione" in cui la diagonale del quadrato, come si rileva dal graffito tombale, diventa il lato di base della piramide, mentre il lato dello stesso quadrato diventa l'altezza del monumento. Il tutto riporta al classico modello piramidale con la pendenza di 52 gradi delle facce.
In altre parole, la piramide di Cheope non è una costruzione arbitraria, bensì la trasposizione pratica di proporzioni fissate dalla costellazione di Orione. Per gli antichi egizi questo aveva un significato religioso, in quanto assicurava l'ordine del cosmo, legato alla dea Maat, contro la confusione creata dal dio del caos, Apophis.
Alla base di tutto, azzarda Droj, sembra vi sia uno dei sette teoremi "perduti" di Pitagora, tenuti nascosti perché rivelavano l'esistenza dei numeri irrazionali, come la radice quadrata di 2. A questo rapporto particolare sarebbe dedicata la più piccola delle piramidi di Gizah, quella di Micerinos, che per questo venne costruita di poco al di fuori dell'asse individuato dalle piramidi di Cheope e di Chefren, proprio per suggerire la sua particolarità.

Fus


domenica 24 maggio 2009

Le tavolette ritrovate parte III

I simboli incisi sulle nuove tavolette Sumere sembrano trovare un certo accordo con i segni grafici ritrovati sulla barra appartenente alla presunta astronave schiantatasi a Roswell (nel New Mexico) nel 1947. Ma una nuova scoperta sembra gettare nuovi dubbi e nuovo stupore. Gli stessi simboli sono stati rinvenuti all’ingresso della piramide di Cheope dal geofisico Robert Schoch e Colette Dowell. Il ricercatore americano della Boston University divenne famoso per aver interpretato i segni verticali (tipo graffi) della Sfinge come la traccia di un’enorme inondazione che colpì l’Egitto intorno al 10.000 a.C. retrodatando così la nascita della Sfinge. A quanto pare dunque esistono più testimonianze di una nuova civiltà che ha abitato la terra (o visitato) in tempi remoti, ma perché solo adesso e a piccole dosi queste informazioni vengono divulgate?
Molti sostengono che si tratti ancora una volta di un’operazione di Cover Up ad opera della Cia e di altri servizi segreti che al contempo fornirebbero informazioni reali, ma filtrate, per preparare la popolazione alla futura rivelazione dell’esistenza di una civiltà aliena.In effetti esiste un accordo segreto tra i governi e depositato all’ONU in cui si afferma la necessità di preparare la popolazione tramite una serie di azioni culturali (film, trasmissioni Tv, libri, articoli, ecc…) volte a confondere se interpretate singolarmente, ma in una visione più ampia creano l’effetto di “consuetudine” ovvero tutti sanno, qualcuno crede e qualcuno no, ma tutti comunque sanno! Le informazioni riguardanti le tavolette ritrovate in India furono pubblicate su Science del 2008 e su alcune riviste di settore alle quali possono accedere solamente i ricercatori, in gergo li chiamano paper. Nessun ricercatore per adesso ha deciso di condividere il contenuto delle ricerche, qualcuno, nel suo legittimo anonimato, ha scelto di parlare della loro esistenza e di una parte del contenuto perché crede che questa verità deve essere svelata, anche perché tra poco tempo tutti i segreti saranno rivelati. Una delle tavolette parla della creazione di alcuni popoli centro e sud americani, tra questi proprio i Maya. […] quando il cielo si aprì. La terra che sorge tra i due grandi oceani non era abitata a quel tempo e gli Dei […] come era giusto che fosse. Una nuova civiltà avrebbe servito i signori del cielo e sarebbe stata guardiana del tempo […] gli uomini costruiranno come i loro fratelli che vivono tra i due fiumi, ma lo faranno sui monti più alti per avvicinarsi agli Dei e indicare loro la via della discesa […]. In accordo con Erich Von Daeniken, che ipotizzò per primo il ritorno degli Dei, questa iscrizione sembra descrivere la nascita del popolo Maya ad opera di esseri venuti dallo spazio, gli stessi esseri che fondarono la civiltà Sumera. Alexandr Kazantsev ha raccolto interi volumi di prove al riguardo ed è uno dei maggiori sostenitori dell’ipotesi aliena nella creazione, adesso queste nuove tavolette sembrano dare ragione ai due esperti. Il ritrovamento di queste tavolette riporta alla mente un caso analogo avvenuto ormai più di 100 anni fa. Era il 1908 quando la regione di Tunguska fu devastata da un misterioso asteroide. Misterioso perché i residenti del posto che hanno assistito all’evento hanno tutti dichiarato che l’oggetto si muoveva cambiando rapidamente direzione dunque doveva essere dotato di propulsione propria. Ovviamente la cosa fu passata per un meteorite. Stranamente però dietro quell’evento si cela un nuovo mistero, il ritrovamento di tavolozze con incisi simboli identici a quelli dello schianto di Roswell, della piramide di Cheope e delle tavolette ritrovate in India. Se questo non basta a convincere sia gli scettici che i credenti allora è necessario ricordare la notizia data nel Dicembre del 2005 in cui la NASA affermava di aver scoperto un’epigrafe sul suolo marziano. Secondo il semiologo Patsy Nicolas di Falco l’iscrizione è simile alla scrittura di antiche popolazioni sumere del III millennio a.C. ovviamente per questa scoperta bisognerà attendere ulteriori esami soprattutto per evitare fraintendimenti di interpretazione geologica. Una cosa però salta alla mente, esistono molti casi di ritrovamenti con scritture fuori dal tempo e continua la prassi di non divulgare la scoperta. Tutte le prove vengono fatte sparire o modificata (vedi il caso del volto su Marte). Cercare le prove diventa sempre più complesso, ma forse la verità verrà rivelata…prima del 2012?

venerdì 22 maggio 2009

IL PRESIDENTE KENNEDY E' STATO AVVISATO DA ENTITA' ALIENE CIRCA LA CRISI DI CUBA?

20 MAGGIO 2009

Sono emersi dei video rari con delle testimonianze importanti circa le dichiarazioni che George Adamsky ha sempre sostenuto riguardo l'incontro con delle personalità aliene.
I video, danno credito agli incontri che Adamsky avrebbe avuto segretamente con molte personalità, tra cui Papa Giovanni XIII ed alcuni membri del pentagono.
Frà l'incontro più discutibile che Adamsky possa aver fatto, è senza dubbio quello con il presidente Kennedy, avvenuto verso la fine del 1961. In questo incontro Adamsky avrebbe avvisato Kennedy, degli sviluppi della situazione mondiale da li in avanti, secondo i messaggi extraterrestri che avrebbe ricevuto. Questo ci puà far capire il perchè di scelte mosse dal presidente su alcune importanti fatti accaduti, del tipo la futura crisi cubana dei missili.



John Fitzgerald Kennedy


I video contengono un certo numero di interviste di personaggi che hanno conosciuto personalmente Adamsky, ed erano informati sulle circostanze dei sui contatti con queste entità aliene.
Desmdond Leslie, ex pilota della RAF e cugino di Winston Churchill, e ha confermato che Adamsky ha effettivamente avuto un'incontro con con Papa Giovanni XIII prima della sua morte, informandolo di alcuni messaggi rilasciati dalle entità, ed è stato inoltre insignito con un medaglione papale d'oro, per il servizio prestato.
Una delle prove più interessanti che confermano le affermazioni di Adamsky, è avvenuta a Silver Spring, casa di Madeline Rodeffer nel Maryland, il 26 febbraio 1965. Rodeffer, ha prestato servizio come segretaria nell'areonautica degli Stati Uniti ed era fisicamente presente durante l'incontro con una astronave aliena. Ha visto il disco per circa 10 minuti, ed ha potuto constatare la presenza di esseri attraverso l'oblò della nave.
Adamsky ha filmato il tutto e la pellicola è stata analizzata da ben tre massimi esperti, i quali hanno dato come genuina la pellicola.
Tra loro:
- William Sherwood che lavorava come fisico ottico alla Kodak;
- Il colonello Colman von Kievieszky, che ha lavorato nel reparto analisi audiovisive delle Nazioni Unite;
- Bob Oechsler, fisico presso la Nasa.







Altri testimoni intervistati hanno riferito di aver assistito ad avvistamenti di dischi volanti in compagnia di Adamsky.
Uno di questi è Hans Peterson, che aveva lavorato presso l'ufficio danese delle Nazioni Unite a Washington DC.
Peterson organizzava le le conferenze di Adamsky in Scandinavia, e sostiene di aver personalmente visto oggetti volanti in compagnia di Adamsky.
Le dichiarazioni di Adamsky riguardo l'accesso ai complessi segreti militari del Pentagono, è confermata dalla testimonianza di William Sherwood, lui stesso in possesso dei requisiti di accesso ai complessi militari. Sherwood, ha visto più volte Adasmky all'interno del Pentagono.
Se Adamsky incontrava abitualmente personaggi del Pentagono e di alto livello europei, è molto possibile dunque che abbia incontrato anche qualche Presidente.
Secondo Peterson, l'indescrizione che dice che Adamsky abbia incontrato Kennedy, è vera, ed in quell'incontro Adamsky avvertì Kennedy di un imminente crisi a livello internazionale, che avrebbe portato il mondo alla distruzione.
Di li a poco, la famosa crisi dei missili cubani del 1962.




giovedì 21 maggio 2009

L'Astronauta di Palenque

Verso la fine degli anni sessanta, lo scrittore svizzero Erich von Däniken portò all'attenzione del grande pubblico un controverso ritrovamento. Nel suo libro Ricordi del Futuro, pubblicato nel 1968, Däniken racconta della scoperta di una pietra tombale presso il Tempio delle Iscrizioni nella città di Palenque (Messico), che secondo lo scrittore rappresenta una solida testimonianza di una visita che una civiltà aliena avrebbe svolto sul pianeta terra in tempi antichi. Le incisioni presenti su questo reperto, fanno in effetti pensare ad un uomo intento a pilotare un qualche genere di veicolo a razzo; queste teorie furono discusse anche in Italia grazie allo scrittore e giornalista Peter Kolosimo, alias Pier Domenico Colosimo, ritenuto uno dei fondatori della paleoastronautica o archeologia misteriosa insieme a Erich von Däniken.


La storia del Re PacalPalenque è un importante sito archeologico situato nello stato di Chiapas, in Messico, vicino al fiume fiume Usumacinta. Si tratta di un sito di medie dimensioni ma, nonostante questo, contiene alcune delle più belle opere architettoniche e scultorie create dalla civiltà Maya. Alcuni resoconti storici la indicano come la più grande città dell'emisfero occidentale ai tempi del suo splendore che comincia circa nel 400 d.C. e prosegue per quattro secoli, fino a quando la città viene misteriosamente abbandonata e lasciata alla giungla. Verso la fine del diciassettesimo secolo, le rovine di Palanque vengono ritrovate da uno spagnolo, Antonio del Rio, che però non da importanza alla cosa e getta nuovamente la città nell'oblio. Nel 1830, il soldato di ventura Jean Frédéric Waldeck riscopre la città. L'uomo rimase nella zona per più di tre anni, realizzando diversi schizzi delle rovine. La città venne poi portata alla ribalta dai famosi esploratori Stephens e Catherwood, che nel 1840 si recarono nella città e scrissero un libro a proposito. Gli scavi archeologici iniziarono molto tempo dopo, nel 1930 e furono diretti dall’archeologo M. A. Fernandez, in collaborazione con F. Blom e Ruz Lhuillier, fu nel corso di questi lavori che vennero riportati alla luce numerosi templi; soprattutto è da ricordare la scoperta del Tempio delle Iscrizioni (foto in alto), il quale custodiva un sensazionale reperto.


Nel Giugno del 1952, Ruz Lhuillier stava lavorando a dei restauri nel Tempio delle Iscrizioni. Casualmente si imbattè in una lastra del pavimento munita di alcuni fori. L'uomo vide che la lastra si sollevava e scoprì un passaggio segreto che conduceva ad una piccola cripta situata nel cuore della piramide a diciotto metri di profondità.
All'interno della cripta vi era una tomba coperta da una colossale lastra di pietra da cinque tonnellate. Secondo le iscrizioni, in quel luogo era sepolto colui chiamato halac uinic, che significa 'vero uomo'. Dovrebbe trattarsi di K'inich Janaab' Pakal, conosciuto anche come Pakal il grande o semplicemente Pacal. Fu l'ultimo re della grande città di Palenque; la cosa che colpì particolarmente l'archeologo fu la strana incisione sulla lastra di pietra che copriva la tomba: il re Pakal viene infatti ritratto all'interno di quella che potrebbe sembrare una capsula spaziale, intento a tirare leve e pigiare bottoni. Nella parte posteriore della rappresentazione vi è una struttura che qualcuno ha identificato come un motore, dalla quale si diramano fiamme. La notizia fece scalpore e, verso la fine degli anni 60, la questione venne trattata dallo scrittore svizzero Erich Von Däniken nel suo libro Ricordi del Futuro e anche in Italia da Peter Kolosimo. L'interpretazione dello scrittore si basa sul fatto che i Maya siano stati visitati da una razza aliena di cui ormai si è perso il ricordo. Questa teoria, anche se affascinante, non concorda pienamente con i fatti: per prima cosa, i lineamenti della figura incisa sulla lapide sono chiaramente Maya, non alieni. Anche l'abbigliamento non ha niente a che fare con l'astronautica, ma è invece un comune vestito dell'epoca. Può darsi che l'interpretazione 'spaziale' sia stata troppo frettolosa.

TeorieNel 1974, un congresso di studiosi interpretò diversamente il simbolismo della stele di Palenque; attribuendogli un significato spirituale ed identificando uno ad uno i diversi simboli che si intrecciano nella rappresentazione: in tale contesto, la figura umana centrale viene identificata come il sovrano-sacerdote Hanab Pakal II, posta sopra la maschera del dio della pioggia, da cui si dirama un'albero cruciforme con un serpente bicefalo e l'uccello Quetzal. Studi più approfonditi hanno allontanato sempre di più l'ipotesi che il re Pacal fosse stato un paleocosmonauta. Si è infatti scoperto che l'elaborato bassorilievo sulla lastra di pietra è in realtà la fusione di sei bassorilievi, rinvenuti anche singolarmente ed indipendentemente gli uni dagli altri in altri siti archeologici e di cui gli esperti di civiltà precolombiane hanno stabilito incontrovertibilmente l’esatta valenza simbolica.
Andiamo con ordine: partendo dal basso della raffigurazione (così come è mostrata nell'immagine sopra) il plimo glifo che troviamo è quello che per la cultura Maya rappresenta l'occidente, dove il sole cala e 'muore' creando l'accesso per il mondo dei morti. In un’antica mappa Maya, l’occidente viene collocato in basso, proprio come nella pietra di Pacal; il nord, simboleggiante la terra della pioggia, è a sinistra di esso. Il sud è a destra e rappresenta il sole a mezzogiorno, quindi il luogo del calore; infine l’est, in alto, è il luogo dove sorge il sole e quindi dove ha inizio la nascita o la rinascita.

Sopra il primo glifo ne troviamo un secondo, che secondo la maggioranza degli studiosi rappresenta la maschera ossea del dio della morte, signore del livello dell’Oltretomba. Sopra di esso è collocata una figura umana; tutti ritengono si tratti di Hanab Pakal II, sovrano-sacerdote di Palenque; i cui resti sono stati conservati per secoli sotto questa enorme lapide.
La mitologia Maya vede i quattro punti cardinali (Nord, Sud, Ovest, Est) uniti da una gigantesca croce chiamata l'Albero della Vita, che collega il cielo, la terra e il regno dei morti. Questo ci porta al terzo glifo, posto appena sopra la figura umana: esso rappresenta, in questa raffigurazione, oltre che l'albero della vita, anche l’albero, inteso come vegetale, la Via Lattea ed il "Bianco Cammino", una strada sacra che corre da oriente ad occidente, dalla nascita alla morte. Si presume infatti che la stele rappresenti il viaggio del Re Pacal verso gli inferi.
Il quarto glifo è sovrapposto all'albero della vita e rappresenta un serpente bicefalo che i Maya adoravano; era conosciuto come Itzamnà o Dragone Celeste. Simbolicamente esso rappresenta la vita e la morte.

Giungiamo infine al quinto simbolo, che si trova nella parte più alta del bassorilievo e rappresenta un Quetzal, un uccello sacro per i Maya e odierno simbolo nazionale del Guatemala. La combinazione di questi simboli ha tratto in inganno molti studiosi poichè visti nel complesso sono difficilmente riconoscibili. La chiave che ha permesso di decifrare il complesso simbolismo è costituita proprio dalla presenza di Hanab Pakal II, che nella rigida gerarchia della Città-stato di Palenque rappresentava il fulcro dell'universo; la sua posizione 'centrale' nella raffigurazione è dovuta proprio al suo status.







Mistero su Oetzi! Il suo DNA è di un gruppo sconosciuto!


Mistero su Oetzi! Il suo DNA è di un gruppo sconosciuto!

Incredibile la parabola di questo enigmatico Uomo di Similaun: dal momento del suo ritrovamento, continuano a susseguirsi colpi di scena.La mummia di Oetzi, rinvenuta nel 1991 in un ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige ha infatti riservato una nuova super-sorpresa ai ricercatori del gruppo di Gianluca De Bellis, dell'Istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche che hanno sequenziato interamente il suo Dna mitocondriale.
Proprio poco fa le fonti hanno rivelato che si è scoperto che Oetzi fa parte di un 'aplogruppo' oggi non piu' presente a livello mondiale, dopo 'soli' cinquemila anni, un periodo relativamente breve dal punto di vista evoluzionistico."Le mutazioni del Dna mitocondriale, dal primo Homo Sapiens presente in Africa 150-200 mila anni fa - spiega De Bellis - ci permettono di classificare le popolazioni attuali all'interno di gruppi chiamati 'aplogruppi' e abbiamo scoperto che il Dna di Oetzi appartiene all'aplogruppo K Europeo, per la precisione, al sottogruppo K1, il quale e' a sua volta suddiviso in 3 cluster.La scoperta sconcertante, però, sta nel fatto che Oetzi non corrisponde a nessuno dei 3 cluster ! "Il Dna mitocondriale e' un orologio biologico dell'evoluzione molto piu' puntuale rispetto al Dna cromosomico perche' si trasmette unicamente per via materna ed e' piu' soggetto alle variazioni molecolari dovute alle influenze dell'ambiente esterno, a differenza del Dna cromosomico che, racchiuso all'interno del nucleo della cellula, e' piu' protetto.




Fonte: http://mysterium.blogosfere.it/



mercoledì 20 maggio 2009

Spazio: due fonti di energia vicine sconosciute!!!


"Il telescopio orbitante FERMI ha prodotto una mappa dell’universo nelle alte energie, risultato dei primi tre mesi di osservazioni
11 Mar 2009
È un universo che risplende di raggi gamma, di sorgenti galattiche relativamente vicine ed extragalattiche a miliardi di anni luce da qui, quello ripreso dal telescopio spaziale FERMI nei suoi primi tre mesi di operatività. Il telescopio gamma della NASA, realizzato con un importante contributo italiano, ha prodotto la sua prima mappa del cielo gamma,, mostrando agli astronomi una visione senza precedenti del cosmo alle alte energie.

“Fermi ci ha mostrato il cielo gamma con la visione più nitida e la miglior risoluzione mai raggiunta da una missione spaziale” spiega Paolo Giommi, responsabile dell’ASI Science Data Center. “Stiamo osservando esplosioni da buchi neri supermassivi in galassie lontane, pulsar, sistemi binari molto massivi e persino un ammasso globulare nella nostra galassia, senza dimenticare il Sole”.

Un articolo che descrive le 205 sorgenti più luminose viste da LAT è stato appena sottomesso all’Astrophysical Journal Supplement. Si tratta del primo catalogo della missione , il primo grande passo verso la realizzazione del catalogo completo delle sorgenti di FERMI.

"La messa a disposizione della intera comunità scientifica da parte di FERMI del catalogo di 205 sorgenti gamma rivelate con la massima affidabilità, dopo solo tre mesi di scansione del cielo, è una testimonianza non solo della grande sensibilità dello strumento, ma anche di una strategia osservativa volta a massimizzare il ritorno scientifico di queste grandi missioni spaziali" sottolinea Ronaldo Bellazzini responsabile per l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) dell'esperimento FERMI. "Con le informazioni ora disponibili -prosegue Bellazzini- sarà infatti possibile programmare l'utilizzo del telescopio e coordinare le osservazioni nella banda gamma con quelle ad altre lunghezza d'onda. Sono infatti le campagne osservative multibanda (dal radio al TeV) a garantire il progresso più significativo nello sforzo di comprensione di questi oggetti celesti affascinanti e misteriosi".

Nella modalità survey, che occupa la maggior parte del tempo di osservazione di FERMI, il rivelatore LAT (Large Area Telescope), allestito a bordo del satellite, effettua una scansione completa del cielo ogni tre ore. Queste istantanee hanno permesso agli scienziati di monitorare rapidamente i cambiamenti delle diverse sorgenti. Le immagini riprese da LAT in 87 giorni, dal 4 agosto al 30 ottobre 2008, mostrano come vedremmo il cielo se i nostri occhi potessero percepire radiazioni 150 milioni di volte più energetiche della luce visibile.

“Quello che vediamo è solo il riassunto dell'informazione raccolta dallo strumento LAT in 3 mesi di lavoro. In realtà, i dati ci permettono di vedere anche come le sorgenti variano nel tempo. Per esempio, adesso è finalmente possibile rivelare la periodicità di 26 giorni nella sorgente LSI +61303, un sistema binario molto strano che aveva attirato la nostra attenzione fin dal 1981, quando cercavamo di identificare una sorgente gamma scoperta dal satellite europeo COS-B. Siamo felici che, dopo 28 anni, Fermi ci abbia dato ragione”, è il commento di Patrizia Caraveo, responsabile scientifico per l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) della missione FERMI.

Nella top ten delle sorgenti più luminose osservate da Fermi, cinque si trovano nella Via Lattea e cinque fuori dalla nostra galassia. Delle prime fanno parte, oltre al Sole, la già citata LSI +61303, che accoppia una normale stella massiva con un stella di neutroni superdensa, PSR J1836+5925, una delle numerose nuove pulsar, un tipo di stelle di neutroni rotanti che emettono fasci di raggi gamma e l’ammasso globulare chiamato 47 Tucanae, una sfera di stelle antiche a 15.000 anni luce da qui. In cima alla classifica delle sorgenti extragalattiche ci sono NGC 1275, la galassia al centro dell’ammaso di Perseso a 225 milioni di anni luce da noi, nota per le sue intense emissioni gamma; le galassie molto attive 3C 454.3 e PKS 1502+106, entrambe a più di sei miliardi di anni luce e PKS 0727-115, che si pensa possa essere un quasar.

Nella top ten sono incluse anche due sorgenti – una appartenente al piano della Via Lattea e una al di fuori – che i ricercatori non sono ancora riusciti a identificare".
Il commento di MAX:
"Nella top ten sono incluse anche due sorgenti ? una appartenente al piano della Via Lattea e una al di fuori ? che i ricercatori non sono ancora riusciti a identificare."Vi ricordate le due anomalie nella mappa IRAS vecchia di 25 anni fa riporta su GoogleSky (bannata) ed altre skymap dove in Infrarosso erano presenti 2 Oggetti strani ( leo e vergine) be dopo 25 anni eccoli li a porre i quesiti agli scienziati.Quello più interessante è vicino al piano equatoriale. Il secondo dovrebbe essere quell oche era a suo tempo in LEO.Da Asi attendo ancora una risposta nel frattempo ho postato le mie perplessità sul corriere della sera e sul forum di Le scienze sulla capacità di fare 1 più 1 sui suddetti argomenti da oparte di ASI, anche in merito alle emissioni di alta energia che la terra si stà acchiappando da un pò di mesi a questa parte la cui fonte sempre a detta di ASI pare sconosciuta come i due soggetti sopracitati.


Astronauti nel Medioevo


Astronauti nel Medioevo

Ufo - Video top secret


Questo video secondo alcuni è stato prelevato di nascosto dall'archivio video della base segreta di Dulce in New Mexico. L' autenticità non è provata ma non ci sono prove che questo video sia un falso.



martedì 19 maggio 2009

RSOE EDIS


Interessante sito di monitoraggio a livello globale.

lunedì 18 maggio 2009

IL PIANETA X STA PER ARRIVARE



Il seguente messaggio è stato ricevuto dopo la nostra pubblicazione di tributo a Benazir Bhutto
Anche se non possiamo confermare le informazioni pervenuteci, ci sentiamo in coscienza che non possiamo e non dobbiamo sottrarci dal pubblicarlo. La persona che ci ha scritto si è firmata col suo proprio nome ( che abbiamo controllato ) ed ha allegato varie fotografie di sé stesso col Primo Ministro norvegese e, separatamente con Benazir Bhutto. Noi siamo certi della sua buona fede, ma capirete che non possiamo rivelare il vero nome o pubblicare le foto senza consenso. Se vero, il messaggio potrebbe essere veramente molto importante.





Sono un politico norvegese..
Vorrei parlare delle cose difficili che accadranno dal 2008 al 2012.
Il governo norvegese sta costruendo basi sotterranee e bunker in numero sempre maggiore.
Israele e molti altri paesi stanno facendo la stessa cosa. Quando ho chiesto spiegazioni, hanno semplicemente risposto “per proteggere il popolo norvegese”. Ho chiesto anche quando avrebbero pensato di terminare il lavoro e la risposta è stata “prima del 2011”.
La prova di quello che sto dicendo è nelle fotografie che ho mandato di me stesso e di tutti i Primi Ministri che ho avuto cura di incontrare mettendomi al corrente della questione. Loro sanno tutto di ciò che sta per accadere, ma non vogliono assolutamente fare allarmismi o creare panico di massa.
Il pianeta X*, sta arrivando
Il pianeta X sta arrivando e la Norvegia ha cominciato con l’approvvigionamento di cibo e sementi nella zona di Svalbard e nel Nord artico con l’aiuto degli US e UE e di tutto il paese.
Salveranno solamente chi fa parte dell’elite di potere e coloro che potranno ancora creare o costruire: dottori, scienziati e così via.
Quanto a me, già so che partirò prima del 2012 per l’area di Mosjoen, dove si trova un’agevole base militare sotterranea.
Lì saremo divisi in settori rossi, blu e verdi. I distintivi dell’esercito norvegese sono già stati dati loro, e gli alloggi costruiti già molto tempo fa.
La gente che sarà lasciata sulla superficie e morirà insieme a tutti gli altri, non riceverà nessun tipo di aiuto. Il piano è che 2 milioni di Norvegesi si salverà e gli altri moriranno, questo significa che 2.6oo.ooo persone periranno nella notte senza sapere cosa fare.
Tutti i settori e le arche sono collegate tra loro attraverso tunnel e un sistema di comunicazione di binari per macchine che ti possono portare da un arca a un'altra. Solo grandi portoni separano i settori così che non siano compromessi in nessun modo.
Sono molto triste, spesso mi ritrovo a piangere insieme ad altri che sanno che così tanti sapranno troppo tardi la verità e che tutto finirà per loro.
E’ fin dal 1983 che i governanti raccontano bugie, tutti loro sono a conoscenza di ciò che succede in Norvegia, ma pochi lo diranno apertamente, hanno troppa paura di perdere il NOAH 12 railcar* che li porterà alle arche mettendosi in salvo. Dicendolo a qualcuno moriranno sicuramente. Io non sono preoccupato per me, il genere umano deve sopravvivere, la specie deve sopravvivere.
La gente deve sapere. Tutti i governanti sono consapevoli della situazione e di ciò che sta per accadere. Per le persone che potranno salvarsi, consiglio di spostarsi in posti alti, e trovare grotte o caverne dove poter stipare riserve di cibo per almeno 5 anni, scatolame e acqua che duri per un po’. Per chi se lo può permettere suggerisco anche pillole antiradiazioni e tute spaziali*. Possa Dio aiutare tutti noi… ma so che Dio non ci aiuterà.
Ogni singola persona può fare la differenza. SVEGLIATEVI, per favore!
Avrei potuto scrivere usando un altro nome, ma non ho più paura di nulla.
Quando sai certe cose, diventi invincibile e nessun danno ti può arrivare quando sai che la fine è vicina. Assicuro al 100% che tutto ciò accadrà.
Abbiamo 4 anni per prepararci alla fine dei giochi. Armatevi, create gruppi di sopravvivenza, e trovate un luogo per potervi salvare con cibo a sufficienza.
Chiedetemi qualsiasi cosa sul coinvolgimento norvegese alla questione e cercherò di rispondervi al meglio delle mie possibilità e con tutte le informazioni a mia disposizione.
Ma guardatevi intorno: Stanno costruendo basi e bunker sotto terra ovunque.
Aprite gli occhi gente! Chiedete ai governanti cosa stanno costruendo, vi risponderanno che è solo immagazzinamento di cibo, vi renderanno ciechi con tutte le loro bugie.
I segni della presenza aliena sono anche qui e spesso vedo la classe politica norvegese non è come dice di essere. E’ come se fossero controllati in ogni pensiero, per me è chiaro chi sono e chi non sono. Lo puoi vedere nei loro occhi e nelle loro menti.
Ricordate che chi si troverà nelle aree delle città nel 2012 saranno colpiti per primi e per primi moriranno. Più tardi l’esercito si libererà* del resto dei sopravissuti, avranno fucili per ristabilire l’ordine nel caso ci fosse la benché minima resistenza che impedirà loro di raggiungere gli accampamenti dove ognuno sarà registrato con un numero e una targhetta.
Ho visto che hai parlato di Benazir Bhutto sul tuo sito.
La sua morte è stata tragica. Come puoi vedere dalle foto l’ho incontrato come ho avuto modo di incontrare molti altri politici noti e leader del mondo..
La gente comune non saprà nulla fino alla fine, perché il governo non vuole creare panico di massa.
Tutto accadrà silenziosamente e i governanti semplicemente spariranno.
Vi dico questo: non girate tranquilli di notte, prendete precauzioni per salvarvi con la vostra famiglia. Unitevi agli altri, lavorate insieme per trovare soluzioni a tutti i problemi che dovrete fronteggiare.

Gentili saluti


Pianeta X : NIBIRU
Railcar : dall’inglese rail : ferrovia, binario, non esiste una traduzione precisa, ho tradotto letteralmente
Tute spaziali : dall’inglese BIOSUITS, sono le tute che usano gli astronavi, queste in particolari sono nuove, in materiale speciale.


Da ulteriore corrispondenza e in risposta a nostre domande specifiche, possiamo aggiungere le seguenti chiarificazioni con le parole della nostre fonte:
Sono stato in parecchie basi sotterranee. Usavamo la railcar per girare. Solo a poche persone selezionate era permesso visitare le basi. Coloro che affiancano l’elite sanno questo.
Ho le prove delle mie dichiarazioni e ho fiducia nelle mie fonti al 100%, ma loro hanno paura di parlare. Hanno paura per le loro vite. Io desidero solo che la gente sappia di quale inferno sta per arrivare. Non ho paura di morire o di qualsiasi altra cosa..
Tutta la classe politica in Norvegia è al corrente.
Sanno anche che se rivelano qualcosa saranno rimossi dai loro incarichi e sarà loro negato l’accesso alle basi sotterranee quando il tempo arriverà.
IL NOAH 12 railcar è un sistema di trasporto sotterraneo basato su binari che collega le basi tra loro. E’ usata principalmente dai militari che la controllano costantemente.
Ci sono simboli arancioni di forma triangolare in ogni base, il loro accesso è consentito da una sorta di campo energetico che la persona deve attraversare.
Il futuro dei miei bambini è tutto ciò a cui penso, e anche a tutti i bambini che cresceranno nel nuovo mondo. Abbiamo il dovere di fare la differenza per loro cosi che possano crescere sapendo cosa hanno fatto i loro genitori, come fornire queste informazioni a persone come voi.
Nel 2009 il governo di FRP salirà al potere e Siv Jensen sarà eletto Primo Ministro.
Questo già si sa. E’ importante capirlo. Le elezioni sono tutte truccate e a turno salgono al potere sempre le stesse persone. Controllate la storia della politica norvegese e la gente che è al potere ora. Per cortesia condividete queste informazioni col resto della rete.
Quando arriverà il momento le persone potranno sopravvivere grazie alle informazioni a loro disposizione su vari siti. Non otterrò nulla, solo guai, dalla pubblicazione di quanto ho scritto e non ho bisogno di ingannare nessuno.
L’ho fatto solo per far sapere cosa sta accadendo nel mio paese e perchè un po’ di gente possa sopravvivere a ciò che sta per arrivare.

Cordiali Saluti
Note del gruppo di "Project Camelot":Non ci sono dati scientifici seri nell' avvertimento della nostra fonte. Le informazioni non spiegano esattamente come o perché 'Planet X' sia una tale minaccia (anche se possiamo indovinare). Non vi sono informazioni specifiche circa l'esatta necessità di rifugiarsi sotto terra.La nostra fonte dice solo esattamente ciò che sanno, e non di più. È molto plausibile che essendo un politico , il messaggio si concentri su questioni di vitale importanza socio-politica, piuttosto che sulla scienza.Per ulteriori informazioni su 'Planet X' e che cosa possa o non possa essere, visita Andy Lloyd's eccellente sito , o il sito Marshall Masters' . Ci era stato detto da Henry Deacon (e questo è stato anche ampiamente riportato da altri), che il South Pole Telescope ( ) è stato costruito per monitorare ciò che Henry ha chiamato il 'secondo sole'. Invitiamo i lettori a fare le loro attività di ricerca.Tra adesso e il 2012 e oltre, molti punti di vista differenti, messaggi "canalizzati", e rivelazioni di insiders, verranno alla ribalta. Project Camelot sta lavorando su un documentario che coprirà sia in positivo che negativo, le proiezioni del nostro futuro.Siamo tutti co-creatori del nostro mondo, di momento in momento. Invitiamo tutti e ciascuno di voi a partecipare consapevolmente per co-creare un futuro luminoso e positivo per l'umanità e di lavorare con noi per portare alla luce la verità - ovunque possa portare.

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domenica 17 maggio 2009

Le tavolette ritrovate parte II


Le tavolette ritrovate in India sembrano raccontare una storia diversa della Terra. Secondo lo scienziato Sitchin la terra di Nippur e più in generale tutta la mezzaluna fertile sarebbe il luogo dell’atterraggio, ovvero gli abitanti di un altro pianeta scesero nell’odierno Iraq per i loro scopi e fondarono la civiltà umana. Questa teoria sembra essere confermata anche da alcuni ritrovamenti nel continente americano risalenti alle civiltà precolombiane, adesso un altro reperto è venuto alla luce e a quanto pare descrive proprio gli avvenimenti dell’atterraggio.Le tavolette ritrovare parte I
Dunque le tavolette indiane non solo confermano le teorie di Sitchin, ma addirittura narrano le cronache di un doppio sbarco sulla terra. Infatti pare che i primi discendenti dal cielo furono gli abitanti di Marte quando questo era ancora un pianeta abitato e successivamente gli Anunnaki scesero prima sul pianeta Rosso e poi sulla Terra. Una singolarità nel testo è la narrazione di avvenimenti futuri che ancora devono accadere e si legano con una certa precisione agli eventi attuali. Un estratto dice: […] quando l’acquario farà leva all’orizzonte molti evinti dovranno accadere il primo[…] (testo mancante) […] che nel nuovo millennio farà crollare il simbolo del denaro […] (pezzo mancante) […] e i vimana torneranno nel cielo sia quelli degli uomini che quelli degli Dei ma gli uomini li useranno contro gli uomini mentre […] (pezzo mancante) […] Sarà la volta dei sacerdoti di Dio di tutto il mondo, cadrà l’uomo col bastone che fu discepolo di Dio in terra e lo farà prima che l’ultimo ciclo sia finito così come i popoli del grande oceano avevano calcolato e sarà la volta di una grande minaccia gli uomini sono stati avvertiti dai segni nel cielo e nella terra un grande […] (pezzo mancante) […] L’interpretazione di questo testo è molto precisa, l’uomo con il bastone bianco è sicuramente il Papa e l’ultimo ciclo è sicuramente il quinto ciclo del calendario Maya. Lo studioso americano Frank De Larouche della UNAM (Messico) sostiene che questi testi possono essere letti interpolandoli con alcune delle profezie più conosciute, per esempio quelle dei Maya e quelle di Malachia. I dati emersi sembrano confermare ogni avvenimento, ma come è possibile che gli antichi Indiani conoscessero le popolazioni dell’America Centrale ancora prima della loro comparsa? A questa domanda ha risposto il noto antropologo Carlos Lamarca che in un’intervista rilasciata alla Tv messicana ha risposto: le tavolette sono state ritrovate in India, ma nessuno ha affermato che siano di origine autoctona, anzi gli studi sembrano aver rivelato che i manufatti risalgano al periodo Sumerico e se già questo antico popolo conosceva la posizione della Terra nel nostro sistema solare e il numero dei suoi pianeti è anche probabile che siano giunte fino a loro le conoscenze di un popolo più evoluto. […] Questi esseri superiori dunque avrebbero informato Sumer che altri popoli sarebbero stati creati a immagine di Dio con lo scopo di proteggere il genere umano e di tramandare la conoscenza, una specie di backup umano in caso di pericolo. Perché raccontare una storia della terra? Probabilmente perché nel backup di Lamarca la narrazione di fatti accaduti può aiutare a comprendere fatti che devono ancora accadere e dunque la possibilità di riparare gli errori commessi.

sabato 16 maggio 2009

Pioggia rossa in Kerala


La Pioggia rossa in Kerala è un fenomeno che è stato osservato sporadicamente dal 25 luglio al 23 settembre 2001 nello stato indiano meridionale di Kerala. Si verificarono violenti acquazzoni nei quali la pioggia si presentava innanzitutto rossa, macchiava i vestiti ed appariva simile a sangue. Ci sono stati resoconti anche di piogge gialle, verdi e nere.
Inizialmente si è sospettato che le piogge fossero state colorate dai residui provenienti da un'ipotetica esplosione meteoritica, ma il
Governo Indiano ha commissionato uno studio dal quale risulta che le piogge sono state colorate da spore di alghe aeree proliferanti nella zona. Successivamente, all'inizio del 2006, le piogge colorate di Kerala sono balzati improvvisamente agli onori della cronaca dopo che i media hanno fatto un servizio di una straordiaria teoria secondo la quale le particelle colorate sono cellule extraterrestri, proposta da Godfrey Louis e Santhosh Kumar della Mahatma Gandhi University in Kottayam

La pioggia

Le piogge colorate di Kerala si sono abbattute inizialmente il 25 luglio 2001, dei distretti di Kottayam e Idukki nella parte meridionale dello stato. Alcuni resoconti suggeriscono che anche altre colorazioni della pioggia sono state osservate. Molte altre precipitazioni di questo tipo furono segnalate nel corso dei successivi 10 giorni, diminuendo poi in frequenza fino alla scomparsa nel tardo settembre.
Secondo le testimonianze locali, la prima pioggia colorata fu preceduta da un rumoroso scoppio di
tuono e da un lampo di luce, e in seguito si notarono dei boschetti di alberi con foglie diffusamente avvizzite e una colorazione grigio "cenere". È stata riferita la presenza di foglie avvizzite, la scomparsa e l'improvvisa formazione di pozze d'acqua nell'area più o meno allo stesso momento.
La colorazione della pioggia era dovuta a particelle rosse in
sospensione nell'acqua piovana e, quando è precipitata, la pioggia rossa è stata a volte fortemente colorata come fosse sangue. Tipicamente la pioggia rossa precipita su piccole aree, non più di qualche kilometro quadrato, e talvolta è stata così localizzata che piogga normale poteva essere caduta solamente a quache metro di distanza dalla pioggia rossa. Le precipitazioni rosse tipicamente durano meno di 20 m

Rapporto iniziale

Subito dopo la prima caduta di pioggia rossa, è stato riportato dai media che gli scienziati del Centre for Earth Science Studies (CESS) del Tropical Botanical Garden and Research Institute (TBGRI) avessero determinato che le particelle colorate dell'acqua piovana fossero un qualche tipo di spore. Successivamente, nel Novembre del 2001, commissionato dal Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Governo indiano, il CESS e il TBGRI hanno rilasciato un rapporto il quale conclude che le piogge di Kerala sono colorate dalle spore di alghe, le quali sono state successivamente fatte sviluppare in un terreno di coltura in alghe lichen-forming del genere Trentepohlia. Quest'alga è risultato essere associata con licheni negli alberi nell'area di Changanacherry.
Il rapporto affermava inoltre non era presente polvere meteoritica, vulcanica e di origine desertica nell'acqua piovana, e che il suo colore non era dovuto a gas disciolti o a sostanze inquinanti. Il rapporto suggeriva che le forti precipitazioni abbattutesi sull'area di Kerala nelle settimane precedenti alle piogge rosse potrebbero aver causato l'estesa crescita di licheni, i quali avrebbero liberato una grande quantità di spore nell'atmosfera. Tuttavia non è stato trovato nessun meccanismo definito per l'evidentemente straordinaria dispersione delle supposte spore, né per il successivo assorbimento da parte delle nubi.
Gli autori del rapporto hanno analizzato alcuni sedimenti raccolti dalle piogge rosse usando una combinazione di
spettrometria di massa al plasma con accoppiamento di ione, spettrometria di assorbimento atomico e metodi chimici per via umida. Gli elementi maggiormente presenti sono elencati di seguito.
Elementi maggiormente presenti nei sedimenti anidri

Elemento
Peso %
Al
1.00
K
0.26
Mg
1.48
Ca
2.52
Na
0.49
Fe
0.61
Si
7.50
C
51.00
P
0.08


La presenza di alluminio e il bassissimo contenuto di fosforo è sconcertante perché l'alluminio non è normalmente presente nelle cellule viventi, mentre normalmente ci si può aspettare circa il 3% di fosforo nel peso anidro di cellule biologiche.

Teorie convenzionali

La Storia registra molti casi di oggetti inusuali caduti con la pioggia - nel 2000, in un esempio di animali piovuti dal cielo, una piccola tromba marina nel Mare del Nord ha risucchiato un branco di pesci un miglio lontano dalla costa, depositandoli poco dopo a Great Yarmouth in Gran Bretagna. La pioggia colorata è un fenomeno tutt'altro che raro, e può essere spesso ricondotta al trasporto di polvere da regioni desertiche in aree di alta pressione, dove si mescola a goccioline d'acqua. Un caso di questo genere si è verificato in Inghilterra nel 1903, quando della polvere proveniente dal Sahara precipitò con la pioggia nel Febbraio di quell'anno.
In principio, la pioggia rossa in Kerala fu attribuita allo stesso effetto, indicando come responsabile la polvere proveniente dal deserto dell'
Arabia. Le osservazioni LIDAR hanno rilevano una nube di polvere nell'atmosfera nei pressi di Kerala nei giorni precedenti il verificarsi della pioggia rossa. Tuttavia, questa ipotesi potrebbe non spiegare alcuni aspetti della pioggia rossa, quali ad esempio l'improvviso inizio e il graduale declino nell'arco di due mesi, e la sua localizzazione in Kerala malgrado le condizioni atmosferiche avrebbero dovuto farla manifestare allo stesso modo negli stati vicini.
Un'altra teoria è che la pioggia contenesse sangue di mammifero, un grande stormo di
pipistrelli ucciso ad un'altitudine elevata, forse da una meteora. Infatti in India alcune specie di pipistrelli vivono in comunità molto numerose. Tuttavia, non è piovuta dal cielo nessuna ala di pipistrello o qualche altro resto e nessun processo naturale conosciuto separerebbe i globuli rosso dai globuli bianchi, le piastrine e gli altri componente ematici. I globuli rossi si disintegrano rapidamente nella comune acqua piovana a causa dell'osmosi, ma questo non è stato evidente con le particelle rosse. Inoltre si sarebbe dovuto avere una considerevole quantità di pipistrelli per coprire un'intera provincia indiana.[senza fonte]
Più plausibilmente, è stato suggerito che la polvere piovana rossa fosse stata il risultato della combustione incompleta dei rifiuti chimici nella zona industriale di Eloor, dove le particelle si sono formate a partire da microparticelle di polveri sottili o argilla agglomerata attorno a un aerosol di materia organica parzialmente combusta come il fumo dell'inceneritore raffreddato. La composizione chimica della polvere piovana coincide con la materia organica combusta aggiunta ad argilla; lo schema di ricaduta coincide con i venti prevalenti; infine varie sostante chimiche organiche possono formare strutture cellulari che sono in grado di replicarsi in presenza di argilla.

Ipotesi extraterrestre

Per approfondire, vedi la voce Panspermia.
Un'altra ipotesi è stata proposta nel 2003 da
Godfrey Louis e A. Santhosh Kumar, due scienziati del Mahatma Gandhi University in Kottayam, Kerala. Avendo raccolto campioni di acqua piovana in molte località, Louis e Kumar affermano che le particelle rosse non assomigliano alla polvere ma invece appaiono essere cellule biologiche. Analisi chimiche indicano che queste particelle sono formate da materiale organico, e così gli scienziati hanno proposto che le particelle potrebbero essere microbi di origine extraterrestre.
Le analisi di Louis e Kumar hanno trovato che le particelle rosse sono tipicamente delle dimensioni da 4 a 10
µm in larghezza, di forma sferica od ovale, e simili nell'aspetto ad organismi unicellulari. In media, 1 millilitro di acqua piovana contiene 9 milioni di particelle rosse, e il peso di tali particelle in ogni litro di acqua piovana era di circa 100 milligrammi. Estrapolando queste cifre all'ammontare di pioggia rossa che è stato stimato essere caduto, Louis e Kumar hanno calcolato che un peso totale di circa 50.000 kilogrammi di particelle rosse sono cadute su Kerala.
Analisi eseguite con
spettroscopia energetica dispersiva a raggi X mostrarono che le particelle erano composte principalmente di carbonio e ossigeno, con piccole tracce di silicio e ferro (vedere tabella).
Composizione elementare delle cellule rosse dall'analisi di
EDAX

Elemento
Peso %
atomico %
standard
Template:Carbonio
49.53
57.83
CaCO3
Template:Ossigeno
45.42
39.82
Quarzo
Template:Sodio
0.69
0.42
Albite
Template:Alluminio
0.41
0.21
Al2O3
Template:Silicio
2.85
1.42
Quarzo
Template:Cloruro
0.12
0.05
KCl
Template:Ferro
0.97
0.24
Fe

Un Analizzatore CHN mostra un 43.03% di carbonio, 4.43% di idrogeno, e un 1.84% di azoto.
Louis e Kumar eseguirono dei test con il
bromuro d'etidio per vedere se fosse presente una qualche traccia di DNA o RNA nelle particelle rosse, ma non ve ne trovarono. I loro risultati sono stati pubblicati nel periodico Astrophysics and Space Science.
Successivi test sulle particelle vennero eseguiti all'
Università di Sheffield da Milton Wainwright, che studiò le spore stratosferiche. Nel Marzo del 2006 affermò che le particelle erano apparentemente simili a spore di un fungo della ruggine, più tardi disse di aver confermato la loro somiglianza con le spore di un'alga, e non trovò alcuna prova che suggerisse la presenza si polvere, sabbia, gocce di grasso o sangue all'interno della pioggia. Disse anche che, “Sembra che ci sia una tendenza crescente da parte degli scienziati di tirar fuori spiegazioni assurde quando viene richiesto dagli organi di stampa di commentare nuovi o insoliti fenomeni. Un buon esempio ci è fornito dai commenti riguardo la recente pioggia rossa in india.”
Un campione di pioggia venne spedito anche alla
Università di Cardiff per eseguire delle analisi richieste dal promotore della panspermia Chandra Wickramasinghe. Wickramasinghe disse che “il lavoro riportava risultati positivi riguardanti il DNA”. Presto i microbi saranno analizzati alla ricerca di specifici isotopi del carbonio; se saranno differenti da quelli delle forme di vita presenti sulla terra saranno la prova definitiva della loro origine extraterrestre.

Possibile origine cometaria

Poche ore prima del primo scroscio di pioggia rossa, i residenti del distretto Changanasserry di Kottayam affermano di aver udito un bang sonico , accompagnato da un lampo di luce. Louis e Kumar suggeriscono che ciò è stato causato dalla disintegrazione di una piccola cometa entrante nell'Atmosfera terrestre, contenente grandi quantità di particelle rosse. Le osservazioni mostrano che l'85% della pioggia rossa cadde entro 10 giorni dal 25 luglio, e Louis e Kumar suggeriscono che ciò è correlato con la sistemazione delle particelle rosse dentro l'atmosfera superiore dopo un'esplosione cometaria. Speculazioni iniziali degli scienziati di Thiruvananthapuram affermarono che le particelle rosse avrebbero potuto essere polvere di una cometa, ma successive ricerche mostrarono che in realtà si trattava di spore dell'alga Trentepohlia.
Louis e Kumar successivamente affermarono che le particelle fossero
cellule e che quindi rappresentassero una evidente prova della presenza di vita extraterrestre. Se tali particelle, che hanno natura biologica, si sono originate in una cometa, sarebbe la prima prova a favore della teoria della panspermia, secondo la quale la vita è stata portata sulla Terra da qualche altra porzione dell' universo. Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe sono stati i propositori di tale teoria, che però è stata scartata dalla maggior parte degli scienziati. In ogni caso, le ricerche continuano.
Si dice che le cellule siano capaci di riprodursi anche a temperature superiori ai 300 °C. Se altri scienziati lo confermassero, ciò renderebbe unica la loro esistenza. Tra le
Ipertermofile della superficie terrestre, la più alta temperatura di sopravvivenza riscontrata è pari a 130° C.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Pioggia_rossa_in_Kerala