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domenica 31 maggio 2009

PAPA WOJTYLA AVVELENATO?



PAPA WOJTYLA AVVELENATO?

Mentre un gruppetto di “buoni samaritani” cattolici si è preso il piacere di denunciare Beppino Englaro e alcuni suoi sostenitori per omicidio della povera Eluana, riemergono dall’altra sponda del Tevere, sospetti su come venne “lasciato andare” il buon papamobile giovanni paolo 2.Mi limito a riportare quanto scritto dalla pravda edizione italiana am momento dei fatti.http://italia.pravda.ru/world/08-02-2007/4700-0 Secondo quanto reso noto dall’associazione internazionale che si occupa dello studio dei segreti della Sacra Sindone, emergono seri dubbi sulle cause della morte di Papa Wojtyla.Nonostante il fatto che, come vuole la tradizione, i corpi dei pontefici scomparsi vengano sottoposti ad una leggera imbalsamazione, senza che ne vengano estratti gli organi interni, il corpo di Papa Wojtyla non sarebbe stato preparato a dovere tant’e’ che sia il responsabile delle cerimonie liturgiche, l’arciepiscopo Piero Marini che il portavoce ufficiale del Vaticano Joachin Navarro avrebbero categoricamente rifiutato la possibilita’ che il corpo del penultimo Pontefice venisse imbalsamato.Come diffuso poi dal professore K. Brahms, gli specialisti addetti all’imbalsamazione vennero licenziati in tronco subito dopo aver effettuato i preparativi atti a preparare il corpo di Papa Wojtyla alla rituale procedura.Attualmente i due fratelli, i quali hanno praticamente passato tutta la loro vita all’interno del Vaticano, sono costretti non solo a cercare rifugio in qualche altro paese europeo ma addirittura a celare la loro identita’.Sotto il falso cognome di Formizetti, i due fratelli hanno gia’ provveduto a dichiarare pubblicamente che Papa Giovanni Paolo II non sarebbe morto per cause naturali, ragione per cui gli organizzatori della cerimonia rituale avrebbero provveduto ad impedire l’imbalsamazione del corpo del primo Papa polacco nella storia.Come hanno confermato i fratelli “Formizetti”, sono in molti al Vaticano a non volere che venga dato ampio risalto a questa vicenda e solamente le conoscenze personali del professor Braun hanno permesso di entrare in contatto con i due perseguitati al fine di venire a conoscenza della loro versione dei fatti.“Ci rendiamo perfettamente conto che la nostra vita e’ a serio repentaglio, ma non possiamo tacere, - ha dichiarato uno dei due fratelli. - Mentre stavamo apportando i preparativi per l’imblasamazione del corpo del Papa, abbiamo visto con i nostri occhi il segno di una iniezione all’altezza dell’inguine. Siamo ugualmente riusciti a prelevare un campione del sangue del Papa per poi effettuare in gran segreto un’analisi tossicologa, dalla quale e’ emerso che nel sangue del Papa erano presenti tracce di glucosio di strofanto, un tipo di veleno in grado di causare l’arresto cardiaco a causa del quale e’ morto Papa Wojtyla”.

Fonte:http://expianetadidio.blogspot.com/2009/05/papa-wojtyla-avvelenato.html

Anomalie luminose in una vecchia foto

Anomalie luminose in una vecchia foto di Terracina. Ufo?




giovedì 28 maggio 2009

"Il mistero di Sirio" di Robert Temple



"Il mistero di Sirio" di Robert Temple

Ho finito da poco di leggere questo libro di Temple, il famoso "Il Mistero di Sirio".
L'incipit del libro è il seguente:
"Com'è possibile che le antiche e segrete tradizioni di una tribù africana contengano informazioni astrofisiche molto precise su stelle invisibili entro il sistema astrale di Sirio, informazioni ottenute solo di recente da scienziati moderni, mezzo secolo dopo la loro registrazione da parte degli antropologi che studiavano la tribù?"
Così comincia questo interessante libro, in cui si parla della tribù dei Dogon.

L'autore sostiene che l'esistenza della civiltà sulla Terra è il risultato del contatto con gli abitanti di un pianeta della stella di Sirio avvenuto prima del 3000 ac. Nella cultura tribale dei Dogon le tradizioni sacre più segrete sono basate su questa teoria. Nella loro cosmologia ci sono conoscenze accuratissime e dettagliate riguardanti il sistema della stella di Sirio, con particolari tanto specifici che solo pochi anni fa l'astronomia scientifica , con i potenti strumenti diosservazione e di calcolo, ha potuto scoprire e confermare.
Robert Temple rintraccia le origini di queste tradizioni Dogon mettendole in rapporto alle antiche civiltà mediterranee degli Egizi e dei Sumeri: tutte e tre queste civiltà amtiche furono infatti caratterizzate da conoscenze fisiche ed astronomiche molto avanzate portate, secondo l'autore, da visitatori particolarmente evoluti provenienti da Sirio.
La teoria è decisamente affascinante e Temple non si spreca certo nelle sue indagini andando ad esplorare i misteri delle piramidi egizie e dei manufatti sumeri anche se effettivamente alcuni buchi nella trama che tesse è possibile trovarlo.

Qui di seguito una bella recensione alla sua teoria presa dal sito: http://www.cicap.org/

E' vero che esseri anfibi provenienti dalla stella Sirio visitarono la Terra più di 5.000 anni fa e lasciarono avanzate conoscenze astronomiche che oggi fanno parte del bagaglio culturale di una remota tribù dell'Africa, quella dei Dogon?
E' questo ciò che afferma Robert Tempie in un celebre libro The Sirius Mvstery, uscito nel 1976. Un astronomo che conosca il sistema di Sirio risponderebbe di no al quesito; le teorie astronomiche escludono infatti che Sirio sia una stella adatta ad ospitare la vita, oppure pianeti abitabili. Ma la maggior parte dei lettori di Robert Tempie probabilmente non dispone di cognizioni astronomiche sufficienti per poter giudicare obiettivamente. E non può neppure trovare informazioni sull'argomento nel libro di Tempie, ricco invece di strane divagazioni sull'egittologia. Tuttavia una risposta al problema Sirio è possibile e anche necessaria. Si sostiene infatti che i Dogon siano al corrente dell'esistenza di Sirio B da secoli e che, sempre da secoli, sappiano che questa stella ha un periodo orbitale di 50 anni e che è una nana bianca di elevata densità. I Dogon sarebbero dunque stati in possesso di conoscenze che nessun astronomo a quell'epoca avrebbe potuto avere.
Ma allora la verità sui Dogon e Sirio? Le informazioni astronomiche e antropologiche omesse da Tempie possono aiutarci a risolvere questo caso sconcertante? Prima di tutto riassumiamo la versione di Tempie. Ai centro del mistero c'è la tribù dei Dogon, che vive a Bandiagara, circa 300 km a Sud di Timbuktu, nei Mali, Africa Occidentale.
Le prime notizie sui loro costumi e sulle loro credenze si devono a due antropologi francesi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, che vissero con i Dogon tra il 1931 e il 1952. Tra il 1946 e il 1950 il capo tribù dei Dogon svelò ai due antropologi i segreti delle sue conoscenze astronomiche.
Molte di queste cognizioni segrete sono complesse ed oscure, come del resto si addice ad antiche leggende, ma alcuni fatti specifici sono evidenti, in particolare ciò che riguarda la stella Sirio, a cui la religione e la cultura de i Dogon attribuiscono una grande importanza. Secondo le informazioni raccolte dagli studiosi francesi, i Dogon si riferivano a una stella compagna di Sirio, piccola e superdensa, costituita da una materia più pesante di qualsiasi cosa conosciuta sulla Terra, che si muove intorno a Sirio su un'orbita ellittica di 50 anni. La stella compagna di Sirio, che corrisponde perfettamente a questa descrizione, non fu osservata che nel 1862. quando l'ottico americano Alvan Graham Clark la individuò mentre provava un nuovo telescopio; l'elevata densità delle nane bianche, poi fu scoperta solo negli anni venti. Le tradizioni dei Dogon invece sono vecchie di secoli; come si può dunque spiegare la notevole coincidenza tra le antiche leggende di questa tribù e le moderne cognizioni scientifiche?
La risposta di Tempie è che i Dogon ricevettero queste informazioni da alcuni visitatori extraterrestri. Una leggenda dei Dogon parla di un "arca" discesa sulla Terra nel mezzo di una grande tempesta di vento. Robert Tempie interpreta il fatto come l'atterraggio di un velivolo spaziale con un propulsore a razzo e con a bordo esseri provenienti da Sirio. Secondo la leggenda dei Dogon, l'arca portò sulla terra un essere anfibio, o un gruppo di tali esseri, chiamati Nommo: "Nommo è il nome collettivo del grande eroe e padre della civiltà che venne da Sirio per fondare la società civile sulla terra ", spiega Temple nel suo libro. I Nommo erano anfibi, egli presume, poiché l'acqua avrebbe permesso loro di mantenere temperature abbastanza basse e avrebbe assorbito la radiazioni di breve lunghezza d'onda provenienti dalla calda stella d'origine, Sirio.
Buona parte del libro di Temple è dedicato al tentativo di dimostrare che i Dogon provengono dallo stesso ceppo dei popoli mediterranei, e questo spiegherebbe il ruolo importante di Sirio nell'ambito delle loro convinzioni religiose. Infatti anche gli Egizi erano particolarmente interessati a Sirio, al punto da basare il proprio calendario sul suo moto annuale. Ma esiste una spiegazione al fatto che i Dogon credessero che Sirio fosse abitata?
Prima di tutto vediamo cosa sanno gli astronomi su Sirio per capire se, almeno in teoria, sia plausibile l'ipotesi che una forma di vita evoluta possa essersi sviluppata nelle sue vicinanze.
Sirio A, la stella più brillante del cielo notturno che possiamo vedere dalla Terra, ha una massa 2,35 volte superiore a quella del nostro Sole. La sua compagna, la nana bianca Sirio B, ha una massa pari a 0,99 volte quella solare. La teoria dell'evoluzione stellare ci dice che più la stella è massiccia, più in fretta brucia; quindi, in origine, Sirio B doveva essere la più grande delle due, prima di consumarsi e diventare una nana bianca. Probabilmente, durante il processo d'invecchiamento, Sirio B deve aver riversato su Sirio A parte della propria massa e quindi le masse originarie delle due stelle dovevano essere più o meno l'inverso di ciò che osserviamo oggi. Una stella di massa pari a due volte quella del Sole, come probabilmente era Sirio B, vive circa i miliardo di anni prima di espandersi fino a diventare una gigante rossa: un periodo abbastanza lungo perché si sviluppi una forma di vita evoluta. Comunque, se vita ci fosse stata, sarebbe scomparsa durante lo stato di gigante rossa di Sirio B, perché tutti i pianeti circostanti sarebberto lentamente arrostiti a causa dell'enorme quantità di energia prodotta dalla stella. Questi pianeti sarebbero poi stati battuti per almeno 100.000 anni da un intenso vento stellare, mentre i gas caldi provenienti dagli strati periferici di Sirio A si riversavano su Sirio B. Durante tale trasferimento di masse le due stelle si sarebbero allontanate, destabilizzando così le orbite dei pianeti circostanti. Secondo le osservazioni su Sirio B analizzate da H. L. Shipman dell'Università del Delaware, Sirio B è stata per 30 milioni di anni una nana bianca in fase di raffreddamento e oggi emette deboli raggi X, quindi la vita su di essa non dovrebbe essere molto piacevole.
In ogni caso, Robert S. Harnngton dell'Osservatorio Navale degli Stati Uniti ha recentemente dimostrato che le orbite dei possibili pianeti situati nella Zona "abitabile" intorno a Sirio (cioè, come è stata definita, la regione in cui l'acqua sarebbe liquida), sono instabili. Sembra dunque improbabile che oggi vi siano anfibi sui pianeti del sistema di Sirio, se mai ve ne sono stati.
Temple fa una previsione che permette di mettere alla prova la sua teoria. Nel suo libro infatti dice: "Che dire se un giorno con i nostri radiotelescopi rilevassimo tracce di comunicazione radio a carattere locale da Sirio?". Per contribuire all'indagine sul mistero di Siio, chiesi di "ascoltare" Sirio a due astronomi, Paul Feldman del radiosservatorio di Algonquin, in Canada, e robert S.Dixon del radiosservatorio dell'Ohio State University, che stavano svolgendo ricerche sui segnali extraterrestri. Di propria iniziativa, essi non avrebbero degnato Sirio di molta attenzione poiché è estrememente improbabile che vi sia vita su di esso. Così, nell'aprile del 1977 i due radioastronomi si misero in ascolto su lunghezze d'onda diverse senza però trovare traccia di segnali.
Il disco della via lattea nel cielo notturno. Sirio si trova nella costellazone del cane maggiore e dista dalla terra8,7 anni luce; per raggiungerla bisognerebbe percorrere una distanza di circa 82 trilioni (10 Sulla base di queste affermazioni proviamo ad analizzare con un pizzico di scetticismo la leggenda dei Dogon. Troviamo subito una sorpresa: secondo i Dogon, Sirio ha due compagne, non una: queste stelle compagne hanno rispettivamente attributi maschili e femminili. Sembra dunque che non si debbano intendere come vere e proprie stelle, ma piuttosto come simboli di fertilità; del resto ciò risulta evidente da un disegno fatto dai Dogon sulla sabbia che schematizza il sistema di Sirio. Questo disegno è stato riprodotto da Griaule e Dieterlen e da noi riportato in figura. La descrizione, così come risulta dalle informazioni raccolte da Gnaule e Dieterlen, è chiaramente simbolica.
Temple invece la interpreta alla lettera.
Alle pagine 23 e 25 del suo libro dà la propria versione, riveduta e corretta, del disegno, mantenendo il simbolo relativo a Sirio, una delle posizioni di Sirio, e l'ovale che racchiude il tutto; omette il resto. Interpreta poi l'ovale come l'uovo del mondo, cioè l'orbita ellittica di Sirio B intorno a Sirio A, anche se il simbolo relativo a Sirio B nel disegno è all'interno dell'ovale, e non su di esso. Questo è il dato di base con cui Temple afferma che i Dogon "sapevano che Sirio B descrive un'orbita ellittica intorno a Sirio A".
Si suppone anche che i Dogon sapessero che Sirio B impiega 50 anni per compiere un'orbita completa. Ma cosa dicono esattamente in proposito? ecco la versione ai Griaule e Dieterlen: "il periodo di tempo dell'orbita è calcolato doppio, cioè 100 anni, perchè i Sigui si celebrano in coppia di 'gemelli', per insistere sul principio base della gemellanza". La cerimonia del Sigui, a cui si allude, simboleggia il ritrovamento del mondo e si celebra ogni 60 anni (non 50). La gemellanza è un principio importante per i Dogon e spiega il motivo per cui ritengono che Sirio abbia due sorelle compagne.
Esiste una testimonianza astronomica del fatto che Sirio abbia più di una compagna? Negli anni venti e trenta alcuni astronomi pensarono di aver visto brillare un terzo membro del sistema di Sirio, ma nuove e più accurate osservazioni svolte nel 1973 da Irving W. Lindenblad, dell'osservatorio navale di Washington, hanno dimostrato che non c'è alcuna stella compagna nelle vicinanze di Sirio A o di Sirio B.

Il disegno tracciato sulla sabbia dai Dagon, che, secondo Marcel Griaule e Germanie Dieterlen, rappresenta il sistema di Sirio. A, Sirio; B, po tolo, l'oggetto che simboleggia Sirio B. L'interosistema è racchiuso da un ovale che rappresenta l'uovo del mondo.
La leggenda dei Dogon su Sirio e le sue stelle compagne è piena di ambiguità, contraddizioni ed errori evidenti, almeno se la interpretiamo alla lettera. Ma che dire dell'affermazione dei Dogon che Sirio B è la stella più piccola e più pesante, costituita di un metallo pesante detto sagala? Sirio B era certamente la stella più piccola e più pesante conosciuta negli anni venti, qundo si iniziava a conoscere la natura superdensa delle nane bianche; la materia di cui sono costituite le nane bianche è però più complessa e più densa del metallo. Ora si conoscono centinaia di nane bianche, per non parlare delle stelle di neutroni, che sono ancor più piccole e più dense. Un eventuale visitatore proveniente dallo spazio avrebbe certamente saputo tutto ciò, e anche cosa sono i buchi neri.
Se le leggende dei Dogon dicessero chiaramente che questa tribù aveva ricevuto visite dallo spazio, allora si potrebbe perdonare Tempie per averci creduto. Ma è così? In nessun punto del suo libro di 290 pagine, Tempie riferisce un'affermazione fatta dai Dogon a sostegno della propria teoria degli astronauti venuti da Sino. Il massimo che può fare è citare i Dogon (pag.217) per aver detto: "Po tolo (Sirio B) e Sirio erano una volta dove ora è il Sole". Il commento di Tempie a quest'ambigua affermazione è il seguente: "Questo sembra un modo valido quanto altri di descrivere la venuta di alcune creature nel nostro sistema solare da quello di Sirio, che avevano quindi lasciato stelle per la nostra, il Sole". Ciò non basta a nascondere il fatto che l'intero mistero di Sirio si basa su una deduzione di Tempie del tutto ingiustificata.
Questi aspetti della conoscenza dei Dogon che sono effettivamente i più antichi e profondi, in particolare la storia dei Nommo e il principio della gemellanza, sono quelli che meno hanno a che fare con la realtà dei fatti riguardo a Sirio. Ciò che invece ha una relazione, alquanto superficiale, con i fatti astronomici, suona invece come un ornamento aggiunto in epoca recente. Inoltre, data la preoccupazione dei Dogon riguardo a Sirio, ci sarebbe da sorprendersi se non avessero innestato sulle proprie leggende le informazioni astronomiche attinte dagli Europei, scegliendo ciò che si adattava e ignorando il resto.
Il famoso astronomo americano Cari Sagan ha mostrato quanto facilmente le nuove informazioni apportate dagli occidentali possano venir assorbite dalle culture primitive. Egli riporta il fatto, realmente accaduto, di un medico della Nuova Guinea, Carleton Gajdusek, che era stato informato da un collega del fatto che alcuni nativi della zona credevano che una certa malattia si trasmettesse per mezzo di uno spirito invisibile che entrava nella pelle del malato. L'indigeno che aveva spiegato questa convinzione aveva tracciato un cerchio sulla sabbia con un bastone e aveva spiegato che fuori dal cerchio vi era il buio, e dentro la luce. All'interno del cerchio aveva disegnato una linea mossa per raffigurare gli invisibili spiriti maligni. Com'era arrivato a un'intuizione tanto precisa dell'origine microbiotica delle malattie? Anni prima lo stesso Gajdusek aveva mostrato al microscopio, ad alcuni indigeni, il germe di una malattia, e il disegno tracciato sulla sabbia non era altro che il ricordo di quella visione impressionante.
E' troppo facile, per noi occidentali, pensare che le tribù africane siano isolate, selvagge e ignoranti. Ma i Dogon non sono affatto isolati: vivono nei pressi di un percorso stradale usato per i commerci, e sono anche vicini alle sponde del fiume Niger, un'importante via di comunicazione. Dunque, molti viaggiatori potrebbero averli raggiunti, oppure i Dogon stessi avrebbero potuto spostarsi fino alla costa, dove avrebbero potuto incontrare marinai che possedevano conoscenze astronomiche più precise. I Dogon sono stati in contatto con gli Europei almeno fin dalla fine del XIX secolo.
E neppure sono selvaggi e ignoranti. Peter e Ronald Pesch, dell'osservatorio Wamer Swasey delI'Ohio, hanno fatto notare che fin dal 1907 esistono scuole francesi nella zona abitata dai Dogon. I membri di questa tribù che avessero voluto ricevere un'istruzione avrebbero potuto farlo nelle scuole vicine. Poi ci sono stati i missionari, che senz'altro si saranno interessati alle leggende dei Dogon: i missionari dei Padri Bianchi sono in contatto con i Dogon dagli anni venti. Si è tentati di pensare che certi dettagli specifici su Sirio B siano stati inseriti nelle leggende proprio in quel periodo. Negli anni venti, infatti, gli astronomi stavano scoprendo la natura di Sirio B; stavano cioè scoprendo che si tratta di una piccola stella superdensa, e le nane bianche godevano allora della stessa fama di cui oggi godono i buchi neri. Fra l'altro non si fa menzione, nei diari delle attività dei missionari, di discussioni sul tema di Sirio tra i Dogon; se pubblicassero resoconti di tal genere, forse sarebbe possibile far luce sull'origine e sul periodo a cui risalgono i miti dei Dogon.
Il problema è che molti sono i canali attraverso i quali cognizioni occidentali possono essere pervenute ai Dogon, ancora prima degili studi condotti da Griaule e Dieterlen. Forse non riusciremo mai a ricostruire il modo in cui i Dogon hanno acquistato quelle conoscenze, ma un cosa sembra proprio chiara: non sono certo stati anfibi di Sirio B a fomirgliele.


In definitiva mi sento di consigliare a tutti questa lettura, il libro è interessante ed è ben tradotto in un'elegante edizione italiana. Alle sue teorie si può credere o meno, in ogni caso non credo sia una perdita di tempo leggerle, specie quelle sulle piramidi egiziani e sui ritrovamenti sumeri che ho trovato molto interessanti.


mercoledì 27 maggio 2009

TIME WAVE ZERO



Time Wave Zero - T. McKenna

TIME WAVE ZERO
di Terence McKennaTerence McKenna ha introdotto il paradigma “Time Wave Zero” nel 1975. Si tratta di
una mappa di tutta la storia umana, dalle singole persone alle intere società, nel corso dei millenni, in un andamento
frattalico ricorrente che si muove su e giù tra libertà e restrizioni, felicità e sofferenza, forze positive-negative di coscienza.
Come la storia umana si è evoluta dai tempi antichi a quelli moderni, fino agli attuali post-moderni, il percorso frattale
sembra aver ridotto sempre più velocemente i propri intervalli temporali. Ebbene, secondo l'"Onda Temporale Zero"
elaborata da McKenna (ricercatore etnobotanico, sperimentatore di droghe allucinogene, scrittore, scomparso nel 2000,
ndr), il percorso frattale dell'evoluzione umana giungerà al termine nel dicembre del 2012, quando si esaurirà la coscienza
polare. Quando sperimenteremo il Tutto come Uno e non più come una serie di conflitti e opposizioni.(...) Ritengo che
siamo alle prese con un fenomeno che non può essere arrestato né accelerato, e che quello che noi chiamiamo il caos
del XX secolo è di fatto l'andamento vorticoso di questo processo temporale, la cui intensità è tale da apparire evidente
nel giro di una sola vita umana. Siamo come farfalle che nascono e muoiono in un paio di giorni. Negli ultimi dodici mesi
sono occorse più trasformazioni che nei precedenti vent'anni, e in quei vent'anni sono accadute più cose che nei
precedenti cento anni, così come questi hanno conosciuto più cambiamenti rispetto ai mille anni prima, e via di seguito
(...) Ora, il risultato cui sono pervenuto dopo 25 anni di messa a punto della situazione non è solo l'idea dell'autoresponsabilità
individuale e della necessità di sottrarsi alle istituzioni dominanti.Tutto ciò è piuttosto scontato. C'è
qualcos'altro di cui vale la pena parlare, ed è il fatto che il mondo umano sta risentendo dell'influenza di una forza
attrattiva, una forza ignorata dai laici perché le uniche parole per descriverla provengono dal dizionario di religioni
fallimentari e sgradevoli (...) Sono veramente convinto che la storia si approssimi alla sua fine. È una sorta di fede
trascendentale il fatto che stia accelerando; il tasso di ingresso della novità nello spazio tridimensionale cresce in maniera
asintotica e il paziente lavoro di tessitura di energie un tempo disperse prepara il terreno per la comparsa di nuove forme
organizzative e di nuovi modi di essere. Credo che ci stiamo avvicinando a una rottura simmetrica simile a quella
avvenuta quando le prime forme viventi uscirono dal mare e strisciarono sulla terra. A mano a mano che ci avviciniamo a
questo punto di rottura sempre più la storia diventa allucinatoria, surreale, simile al sogno. Ci stiamo muovendo
letteralmente verso il regno dell'immaginazione dove risiede il futuro dell'umanità (...) Noi siamo creature la cui
embriogenesi è stata interrotta: a metà strada dalla dimensione angelica, la parte peggiore di noi ha preso il sopravvento,
con il monoteismo, il razzismo, il sessismo, il materialismo.Abbiamo tradito l'intelligenza primitiva, che per centinaia di
migliaia di anni ci ha fatto dono del coraggio, dell'altruismo, del senso del sacrificio. Ciò di cui abbiamo bisogno è
un'esperienza che trasformi radicalmente la nostra comprensione del mondo, dobbiamo recuperare l'autentica
esperienza del trascendentale, cioè la fusione con la Natura, per entrare in contatto con la mente planetaria, la mente di
Gaia (...) Alfred Whitehead, filosofo e matematico inglese ha parlato di concrescenza, che in biologia significa unione o
fusione di parti originariamente separate, che avviene durante l'accrescimento, e affermava che il mondo si approssima
ad essa. Io lo chiamo “l'oggetto trascendentale alla fine del tempo” (...) Grazie a internet, il sistema
nervoso umano si sta globalizzando, sta costruendo un modello di pensiero consapevole su scala planetaria.Chiunque,
collegandosi in rete può osservare direttamente questa sorta di ampio progetto auto-dispiegantesi, e credo che quella che
ho chiamato “onda temporale zero” rappresenta graficamente l'evoluzione del flusso e riflusso storico. Ho
anche elaborato dei programmi su computer che riproducono quelle che io chiamo “onde di novità”,
praticamente si tratta di una rappresentazione grafica su scala temporale del flusso e riflusso delle novità. Inserendo in
queste onde i dati storici, paleontologici e geologici sono pervenuto alla fine ad un risultato davvero sorprendente: questa
novità definitiva che ho chiamato oggetto trascendentale alla fine del tempo coincide con la fine dell'anno 2012. Quando
ho calcolato questa data non ero ancora a conoscenza della profezia maya. Per arrivarci sono partito dall'I-Ching, il noto
oracolo cinese basato sulle combinazioni di esagrammi formati da elementi binari, associati ad un ampio commentario
letterario.Sono giunto alla scoperta che gli esagrammi corrispondono ad un calendario di 384 giorni, pari a 13 cicli lunari.
Ho scoperto poi che questo calendario è un sottoinsieme di uno schema frattale di misurazione del tempo più accurato e
sofisticato. In pratica, l'antica sapienza cinese ha nascosto la sua minuziosa analisi del tempo in uno schema divinatorio
che altro non è se non una vera e propria scienza combinatoria. C'è un solo punto nell'intero ciclo dove il livello di
abitudine scende fino allo zero e dove di conseguenza la novità raggiunge l'infinito. Coincide con il solstizio del 2012. Ne
ho dedotto che l'universo sta dispiegando un processo di auto-metamorfosi che porterà gli esseri umani ad un processo di
auto-rivelazione in cui la religione cristiana troverà il suo compimento (...) Più ci avviciniamo all'oggetto trascendentale alla
fine del tempo più eclatante sarà il crollo della realtà ordinaria e maggiore la distorsione degli scenari attuali (...).

fonte: www.ecplanet.com

martedì 26 maggio 2009

Archeologia: "Mappa stellare" rivela segreto piramide di Cheope


Roma, 24 mag. (Apcom) - "Il segreto della piramide di Cheope è incastonato tra le stelle": lo afferma il ricercatore Vasile Droj di Roma, secondo cui nella tomba di Senmut, architetto egizio della diciottesima dinastia (1480-1458 a.C.), si trova una "mappa stellare" che riporta le considerazioni geometriche che sono alla base della genesi delle piramidi. La ricerca è pubblicata sulla rivista "Fenix".
In questa raffigurazione, le tre famose stelle della cintura di Orione, che rappresentano le tre piramidi della piana di Gizah, sono incise in un rettangolo che a sua volta nasconde un quadrato ben delimitabile. Al suo interno le tre stelle generano relazioni matematico-geometriche che rivelano i principi universali posti all'origine concettuale, nonché pratica, della piramide di Cheope.
Secondo Droj la piramide di Cheope è una vera e propria "equazione" in cui la diagonale del quadrato, come si rileva dal graffito tombale, diventa il lato di base della piramide, mentre il lato dello stesso quadrato diventa l'altezza del monumento. Il tutto riporta al classico modello piramidale con la pendenza di 52 gradi delle facce.
In altre parole, la piramide di Cheope non è una costruzione arbitraria, bensì la trasposizione pratica di proporzioni fissate dalla costellazione di Orione. Per gli antichi egizi questo aveva un significato religioso, in quanto assicurava l'ordine del cosmo, legato alla dea Maat, contro la confusione creata dal dio del caos, Apophis.
Alla base di tutto, azzarda Droj, sembra vi sia uno dei sette teoremi "perduti" di Pitagora, tenuti nascosti perché rivelavano l'esistenza dei numeri irrazionali, come la radice quadrata di 2. A questo rapporto particolare sarebbe dedicata la più piccola delle piramidi di Gizah, quella di Micerinos, che per questo venne costruita di poco al di fuori dell'asse individuato dalle piramidi di Cheope e di Chefren, proprio per suggerire la sua particolarità.

Fus


domenica 24 maggio 2009

Le tavolette ritrovate parte III

I simboli incisi sulle nuove tavolette Sumere sembrano trovare un certo accordo con i segni grafici ritrovati sulla barra appartenente alla presunta astronave schiantatasi a Roswell (nel New Mexico) nel 1947. Ma una nuova scoperta sembra gettare nuovi dubbi e nuovo stupore. Gli stessi simboli sono stati rinvenuti all’ingresso della piramide di Cheope dal geofisico Robert Schoch e Colette Dowell. Il ricercatore americano della Boston University divenne famoso per aver interpretato i segni verticali (tipo graffi) della Sfinge come la traccia di un’enorme inondazione che colpì l’Egitto intorno al 10.000 a.C. retrodatando così la nascita della Sfinge. A quanto pare dunque esistono più testimonianze di una nuova civiltà che ha abitato la terra (o visitato) in tempi remoti, ma perché solo adesso e a piccole dosi queste informazioni vengono divulgate?
Molti sostengono che si tratti ancora una volta di un’operazione di Cover Up ad opera della Cia e di altri servizi segreti che al contempo fornirebbero informazioni reali, ma filtrate, per preparare la popolazione alla futura rivelazione dell’esistenza di una civiltà aliena.In effetti esiste un accordo segreto tra i governi e depositato all’ONU in cui si afferma la necessità di preparare la popolazione tramite una serie di azioni culturali (film, trasmissioni Tv, libri, articoli, ecc…) volte a confondere se interpretate singolarmente, ma in una visione più ampia creano l’effetto di “consuetudine” ovvero tutti sanno, qualcuno crede e qualcuno no, ma tutti comunque sanno! Le informazioni riguardanti le tavolette ritrovate in India furono pubblicate su Science del 2008 e su alcune riviste di settore alle quali possono accedere solamente i ricercatori, in gergo li chiamano paper. Nessun ricercatore per adesso ha deciso di condividere il contenuto delle ricerche, qualcuno, nel suo legittimo anonimato, ha scelto di parlare della loro esistenza e di una parte del contenuto perché crede che questa verità deve essere svelata, anche perché tra poco tempo tutti i segreti saranno rivelati. Una delle tavolette parla della creazione di alcuni popoli centro e sud americani, tra questi proprio i Maya. […] quando il cielo si aprì. La terra che sorge tra i due grandi oceani non era abitata a quel tempo e gli Dei […] come era giusto che fosse. Una nuova civiltà avrebbe servito i signori del cielo e sarebbe stata guardiana del tempo […] gli uomini costruiranno come i loro fratelli che vivono tra i due fiumi, ma lo faranno sui monti più alti per avvicinarsi agli Dei e indicare loro la via della discesa […]. In accordo con Erich Von Daeniken, che ipotizzò per primo il ritorno degli Dei, questa iscrizione sembra descrivere la nascita del popolo Maya ad opera di esseri venuti dallo spazio, gli stessi esseri che fondarono la civiltà Sumera. Alexandr Kazantsev ha raccolto interi volumi di prove al riguardo ed è uno dei maggiori sostenitori dell’ipotesi aliena nella creazione, adesso queste nuove tavolette sembrano dare ragione ai due esperti. Il ritrovamento di queste tavolette riporta alla mente un caso analogo avvenuto ormai più di 100 anni fa. Era il 1908 quando la regione di Tunguska fu devastata da un misterioso asteroide. Misterioso perché i residenti del posto che hanno assistito all’evento hanno tutti dichiarato che l’oggetto si muoveva cambiando rapidamente direzione dunque doveva essere dotato di propulsione propria. Ovviamente la cosa fu passata per un meteorite. Stranamente però dietro quell’evento si cela un nuovo mistero, il ritrovamento di tavolozze con incisi simboli identici a quelli dello schianto di Roswell, della piramide di Cheope e delle tavolette ritrovate in India. Se questo non basta a convincere sia gli scettici che i credenti allora è necessario ricordare la notizia data nel Dicembre del 2005 in cui la NASA affermava di aver scoperto un’epigrafe sul suolo marziano. Secondo il semiologo Patsy Nicolas di Falco l’iscrizione è simile alla scrittura di antiche popolazioni sumere del III millennio a.C. ovviamente per questa scoperta bisognerà attendere ulteriori esami soprattutto per evitare fraintendimenti di interpretazione geologica. Una cosa però salta alla mente, esistono molti casi di ritrovamenti con scritture fuori dal tempo e continua la prassi di non divulgare la scoperta. Tutte le prove vengono fatte sparire o modificata (vedi il caso del volto su Marte). Cercare le prove diventa sempre più complesso, ma forse la verità verrà rivelata…prima del 2012?

venerdì 22 maggio 2009

IL PRESIDENTE KENNEDY E' STATO AVVISATO DA ENTITA' ALIENE CIRCA LA CRISI DI CUBA?

20 MAGGIO 2009

Sono emersi dei video rari con delle testimonianze importanti circa le dichiarazioni che George Adamsky ha sempre sostenuto riguardo l'incontro con delle personalità aliene.
I video, danno credito agli incontri che Adamsky avrebbe avuto segretamente con molte personalità, tra cui Papa Giovanni XIII ed alcuni membri del pentagono.
Frà l'incontro più discutibile che Adamsky possa aver fatto, è senza dubbio quello con il presidente Kennedy, avvenuto verso la fine del 1961. In questo incontro Adamsky avrebbe avvisato Kennedy, degli sviluppi della situazione mondiale da li in avanti, secondo i messaggi extraterrestri che avrebbe ricevuto. Questo ci puà far capire il perchè di scelte mosse dal presidente su alcune importanti fatti accaduti, del tipo la futura crisi cubana dei missili.



John Fitzgerald Kennedy


I video contengono un certo numero di interviste di personaggi che hanno conosciuto personalmente Adamsky, ed erano informati sulle circostanze dei sui contatti con queste entità aliene.
Desmdond Leslie, ex pilota della RAF e cugino di Winston Churchill, e ha confermato che Adamsky ha effettivamente avuto un'incontro con con Papa Giovanni XIII prima della sua morte, informandolo di alcuni messaggi rilasciati dalle entità, ed è stato inoltre insignito con un medaglione papale d'oro, per il servizio prestato.
Una delle prove più interessanti che confermano le affermazioni di Adamsky, è avvenuta a Silver Spring, casa di Madeline Rodeffer nel Maryland, il 26 febbraio 1965. Rodeffer, ha prestato servizio come segretaria nell'areonautica degli Stati Uniti ed era fisicamente presente durante l'incontro con una astronave aliena. Ha visto il disco per circa 10 minuti, ed ha potuto constatare la presenza di esseri attraverso l'oblò della nave.
Adamsky ha filmato il tutto e la pellicola è stata analizzata da ben tre massimi esperti, i quali hanno dato come genuina la pellicola.
Tra loro:
- William Sherwood che lavorava come fisico ottico alla Kodak;
- Il colonello Colman von Kievieszky, che ha lavorato nel reparto analisi audiovisive delle Nazioni Unite;
- Bob Oechsler, fisico presso la Nasa.







Altri testimoni intervistati hanno riferito di aver assistito ad avvistamenti di dischi volanti in compagnia di Adamsky.
Uno di questi è Hans Peterson, che aveva lavorato presso l'ufficio danese delle Nazioni Unite a Washington DC.
Peterson organizzava le le conferenze di Adamsky in Scandinavia, e sostiene di aver personalmente visto oggetti volanti in compagnia di Adamsky.
Le dichiarazioni di Adamsky riguardo l'accesso ai complessi segreti militari del Pentagono, è confermata dalla testimonianza di William Sherwood, lui stesso in possesso dei requisiti di accesso ai complessi militari. Sherwood, ha visto più volte Adasmky all'interno del Pentagono.
Se Adamsky incontrava abitualmente personaggi del Pentagono e di alto livello europei, è molto possibile dunque che abbia incontrato anche qualche Presidente.
Secondo Peterson, l'indescrizione che dice che Adamsky abbia incontrato Kennedy, è vera, ed in quell'incontro Adamsky avvertì Kennedy di un imminente crisi a livello internazionale, che avrebbe portato il mondo alla distruzione.
Di li a poco, la famosa crisi dei missili cubani del 1962.